lunedì, gennaio 23, 2006

A tutti i blog - il ritorno del fantasma

C'è una presenza che è il simbolo di tutto l'orrore di questi anni.

Senza volto, come le migliaia di afghani annullate dai Daisy Cutter o "tagliamargherite", l'arma che per potenza viene subito dopo la bomba atomica, usata per spianare in un solo colpo boschi, colline e uomini senza lasciare traccia.

Senza volto, come i prigionieri di Guantánamo, come gli iracheni che i contractor usano per esercitarsi al tiro al bersaglio.

Una presenza ricoperta, soffocata, che freme per la vita. Come quella di tutti noi, fortunati, detentori di cittadinanze elette, a piede libero, ma che nell'immenso flusso del denaro e dei luoghi comuni, abbiamo solo i nostri minuscoli blog per testimoniare.



Quella presenza senza volto è Haj Ali, il fantasma di Abu Ghraib, l'uomo che fu torturato e fotografato in una grottesca parodia della Statua della libertà. Sindaco di un villaggio iracheno, contadino e imam di una moschea, senza legami con la resistenza, fu catturato dagli invasori il 30 ottobre del 2003 e torturato per mesi prima di venire rilasciato nei primi mesi del 2004. Oggi dirige la Associazione delle vittime delle carceri di occupazione americane, ad Amman in Giordania.

Alcuni mesi fa, abbiamo cercato di ottenergli un visto, perché potesse venire in Europa e raccontare quello che aveva vissuto.

Haj Ali al-Qaysi (Ali Shalal Abbas) vive attualmente in Giordania, e si è rivolto quindi al consolato italiano di Amman. Dopo alcuni giorni di esitazione, il consolato gli ha negato il visto, con il pretesto che - essendo cittadino iracheno - avrebbe dovuto chiedere il visto invece a Baghdad.

A questo punto, si è provato con un altro paese europeo, che non poteva accampare la stessa scusa: uno dei più importanti canali televisivi di lingua tedesca lo ha invitato in Austria; e l'Austria ha un consolato solo ad Amman e non a Baghdad.

Anche l'Austria, che si vanta di essere neutrale, gli ha negato il visto.

È evidente che esiste un divieto internazionale contro la sua ammissione in Europa. Un divieto motivato esclusivamente dall'intenzione di nascondere a tutti una presenza inquietante. Si tratta di una chiara rinuncia alla propria sovranità da parte di tutti i paesi d'Europa davanti alla pressione degli USA: già alcuni mesi fa, 44 membri del Congresso degli Stati Uniti si sono rivolti per iscritto all'ambasciata italiana a Washington, facendo una "proposta che non si può rifiutare": chiedevano al governo italiano di non concedere i visti d'ingresso in Europa ai membri dell'opposizione irachena.

Per questo, invitiamo tutti i siti web e i blog a esporre il banner della campagna che abbiamo lanciato per permettere a Haj Ali di entrare in Europa e di parlarci direttamente e senza mediazioni.
Noi siamo tutti coinvolti in questa guerra, e per questo abbiamo tutti il diritto di saperne di più.

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Versione in lingua inglese di questo articolo

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Versione in lingua tedesca di questo articolo
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Versione in lingua euskara (basca) di questo articolo

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Per ulteriori informazioni sulla campagna per Haj Ali

Per ulteriore documentazione su Haj Ali:

in italiano

Il racconto drammatico di Haj Ali al-qaysi, l'incappucciato di Abu Ghraib

Io, il prigioniero con il cappuccio mai più orrori come a Abu Ghraib (intervista con Repubblica)

in inglese

Haj Ali's Story (con video)

"The man with the hood from Abu Ghraib speaks out",
Lars Akerhaug interviews Haj Ali-al-qaysi on the denial of visa

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Il banner



Codice html per il banner (opera di Mauro Biani) da inserire sul vostro sito o blog (italiano). Ogni banner contiene un link a una pagina o una serie di pagine che contengono non solo questo articolo, ma anche notizie aggiornate della campagna per ottenere il visto:

<a href="http://www.kelebek.splinder.com/tag/hajali" target="_blank"><img src="http://www.kelebekler.com/blogfig/hajalib_it.gif"
alt="Haj ali" width="138" height="75"></a>


Si invitano tutti coloro che vorranno mettere il banner a segnalare l'URL con una mail indirizzata a:

kelebek@imolanet.com

Sui vari siti che ospitano questo articolo, aggiorneremo periodicamente la lista dei banner che lo linkano.

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