sabato, febbraio 25, 2006

Gli USA e il "Consiglio per i Diritti Umani"

NAZIONI UNITE: GLI USA VOGLIONO IMPORRE LA CREAZIONE D’UN SERVILE «Consiglio per i Diritti Umani» CHE COPRA LE SUE VIOLAZIONI DEI DIRITTI UMANI IN ALTRI PAESI E NEL SUO STESSO TERRITORIO

Questo lunedì (20 febbraio, N.d.R.) la Missione Permanente di Cuba all’ONU ha emesso un comunicato stampa nel quale si denuncia che gli USA ed i loro alleati vogliono creare un cosiddetto «Consiglio per i Diritti Umani», proprio mentre è in atto una campagna mondiale di denuncia delle gravissime violazioni nelle carceri che controlla sul suo territorio, nella base statunitense a Guantánamo, in Europa e nell’Iraq occupato. Le prove diffuse dalla stampa mondiale non permettono all’Amministrazione Bush-Cheney di continuare a nascondere le pratiche bestiali del proprio esercito, i modi selvaggi dei loro alleati come quelle commesse dalle truppe di Blair nei territori occupati illegalmente o quelle dei loro apprendisti nella guerra di Colombia.

Cuba segnala che è significativa la manipolazione alla quale gli USA sottomettono la Commissione per i Diritti Umani, che nei giorni scorsi ha impedito l’adozione di una risoluzione per far cessare l’impunità con la quale agiscono le truppe nordamericane con il pretesto della loro guerra al terrorismo. Cuba riafferma la sua decisione di impedire l’imbroglio e di far sì che vengano ascoltati « i richiami all’uguaglianza dei grandi settori e dei popoli sottomessi alla discriminazione ed all’oblio, tra i quali i popoli indigeni, quelli d’origine africana, i migranti e le persone che professano la religione islamica.» (Altercom)

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TESTO COMPLETO DEL COMUNICATO DELLA MISSIONE PERMANENTE DI CUBA

Cuba non sarà complice né farà da spettatore silenzioso davanti all’evidente pretesa d’imporre la creazione del Consiglio per i Diritti Umani alle condizioni che esigono gli USA ed i loro alleati principali, veri responsabili del discredito e della manipolazione dei lavori della Commissione per i Diritti Umani.

Poche delle istanze del Sistema delle Nazioni Unite sono state sottomesse ad una tale manipolazione politica da parte degli USA e dei loro principali alleati occidentali come la Commissione per i Diritti Umani.

L'anno scorso, questi stessi paesi hanno dato la stoccata finale alla credibilità dell'organo, opponendosi all'adozione di un progetto di risoluzione che mirava a colpire l'impunità ed il complice silenzio che hanno profuso i governi europei e gli altri alleati occidentali davanti alla pratica della tortura e alle altre gravi violazioni dei diritti umani, che si sono verificati nella Base Navale di Guantánamo ed in altri luoghi all'ombra della cosiddetta guerra contro il terrorismo che proclamano di stare portando avanti le autorità di Washington.

I responsabili di questo deplorevole stato di cose hanno un piano per sacrificare nuovamente gli interessi delle grandi maggioranze e forzare, nei prossimi giorni, la creazione del Consiglio per i Diritti Umani, rispondendo alle esigenze della política imperiale degli Stati Uniti, con la compiacenza e la complicità delle antiche metropoli coloniali europee.

Il compromesso contro le aspettative e le rivendicazioni dei popoli del Sud e delle grandi maggioranze del Nord, ha avuto inizio a tappe forzate.

Richiama fortemente l'attenzione il fatto che la creazione del nuovo Consiglio per i Diritti Umani fosse l'unico elemento sostantivo della Relazione del Gruppo di Alto Livello sulle Minacce, le Sfide ed il Cambiamento, effettuata dal Segretario Generale con rinomati esperti di ogni regione del mondo, che non venne presa in considerazione al momento di formulare le proposte di riforma dell'Organizzazione che si trovava davanti al Vertice realizzato nel settembre dell'anno 2005.
Tale Gruppo di Alto Livello propose l’universalizzazione dell'appartenenza alla Commissione per i Diritti Umani, rifiutò l’eventuale imposizione di condizionali o requisiti per l’appartenenza all’organo, s’interrogò riguardo ai paletti imposti ai suoi lavori.
I testi posteriori che sono stati presentati per instaurare il Consiglio per i Diritti Umani hanno ovviato a tali raccomandazioni per accomodare le esigenze della superpotenza.
Come mai se dal principio dei dibattiti la netta maggioranza degli Stati membri esige un organo con una rappresentanza non inferiore a 53 paesi si continua a suggerire di ridurre i seggi del Consiglio?
Perché si insiste nell’imporre alle rappresentanze del Consiglio i condizionamenti che esige l’attuale amministrazione statunitense, se la schiacciante maggioranza degli Stati membri si è pronunciata contro di essi ?
Cuba denuncia le forti pressioni esercitate nelle ultime settimane per forzare, in maniera intempestiva ed estemporanea, una decisione che permetta di creare il Consiglio per i Diritti Umani secondo gli interessi imperiali proclamati nel cosiddetto “Progetto per un Nuovo Secolo Americano” che è il piano dei falchi Washington per dominare il mondo.

Nuovamente, l’Amministrazione del Presidente Bush, che reclama il diritto a praticare la tortura come strumento nella battaglia al terrorismo, ad arrestare arbitrariamente e negare i diritti più elementari a numerosi esseri umani a partire dal semplice sospetto di vincoli con il terrorismo, a spiare i suoi stessi cittadini ed inoltre a bombardare città nel nome della libertà e della democrazia, sta ricevendo l’appoggio complice dei suoi alleati.

Poche ore fa, inoltre, analizzando le violazioni commesse nel centro di detenzione che il governo nordamericano ha stabilito in maniera illegittima nel territorio cubano che occupa illegalmente a Guantánamo, cinque meccanismi speciali della Commissione per i Diritti Umani (il Relatore sulla Tortura, il Relatore sull’Indipendenza dei Giudici e degli Avvocati, il Relatore sulla Libertà di Religione, il Relatore sul Diritto alla Salute Fisica e Mentale, e la Presidentessa del Gruppo di Lavoro sulle Detenzioni Arbitrari) hanno condannato i tentativi del governo degli Stati Uniti di legalizzare la tortura, di elevarsi a giudice, fiscale e difensore, e di violare gli strumenti internazionali per i diritti umani dei quali Washington fa parte.

Questo è il governo che adesso esige un Consiglio per i Diritti Umani a sua immagine e somiglianza, per continuare a manipolare, continuare a violare, continuare a commettere azioni arbitrarie.
A quanto pare, vari tra i principali attori del processo hanno ottenuto luce verde da Washington, dopo avergli assicurato l’accomodamento alle sue esigenze, per forzare una decisione nei prossimi giorni.

Che nessuno si aspetti che Cuba rimanga spettatrice silenziosa davanti al consumarsi di quest’abominevole menzogna.
Cuba difenderà fino alle conseguenze ultime la verità e la ragione e lavorerà per rivendicare il diritto dei popoli di questo pianeta a poter contare su di un Consiglio per i Diritti Umani che risponda ai loro interessi ed aspettativi di un futuro migliore, un futuro d’equità e giustizia sociale, dove tutte le persone e tutti i popoli siano rispettati allo stesso modo.
Cuba si opporrà ai tentativi di imporre condizioni, requisiti o procedimenti speciali per l’ingresso e la permanenza nel Consiglio. Se c’è un governo che non merita di essere membro del Consiglio, è quello che rappresenta uno Stato che ha tratto beneficio dalla schiavitù e dalla tratta transatlantica degli schiavi, che ha mantenuto un “compromesso costruttivo” per prolungare l’esistenza del regime di apartheid, che protegge ed estende l’impunità per le violazioni dei diritti umani perpetrate dall’occupante israeliano della Palestina e di altri territori arabi, che ha appoggiato le sanguinose dittature militari in America Latina, che oggi tortura ed assassina in nome di una libertà della quale non beneficia la maggioranza dei suoi stessi cittadini, che non adempie i suoi impegni ed obblighi di assistenza ufficiale allo sviluppo del Terzo Mondo e che minaccia e colpisce i paesi del Sud.
Molti paesi lo sanno. Basti ricordare che pochi anni fa, in un evidente voto di castigo davanti alla prepotenza ed alle manipolazioni di Washington, il Consiglio Economico e Sociale impedì, con il suo voto, la rielezione degli Stati Uniti nella Commissione per i Diritti Umani, condizione che non recuperò fino a quando due governi complici con mansuetudine gli offrirono i propri posti.

Cuba si opporrà al tentativo di burlare il requisito della più stretta ed equa distribuzione geografica dei seggi del Consiglio.

Cuba lavorerà per impedire che si eluda la questione dello stabilire criteri chiari per arrestare la manipolazione politica delle cosiddette risoluzioni di paesi. Furono la selettività ed i paletti che impongono gli Stati Uniti, l’Unione Europea ed altri paesi del Nord al trattamento di questa faccenda nei lavori della Commissione, la causa reale della sua crisi. Cuba non può permettere che il Consiglio continui ad essere un tribunale inquisitore contro i popoli del Sud, ancora di più quando oggi si pretende di manipolare la causa della libertà e la promozione della democrazia come pretesto per scatenare «guerre preventive».

Cuba continuerà ad insistere affinché la realizzazione del diritto allo sviluppo, principale richiesta dall’immensa maggioranza degli esseri umani di tutto il pianeta, riesca ad occupare il posto centrale che merita nel mandato del Consiglio.
Cuba esigerà inoltre che vengano ascoltate debitamente le richieste d’eguaglianza dei grandi settori e dei popoli sottomessi alla discriminazione ed all’oblio, fra i quali i popoli indigeni, quelli d’origine africana, i migranti e le persone che professano la religione islamica.
Cuba saprà adempiere il proprio dovere ed alla propria responsabilità in quest’ora storica per i popoli del Sud e per le grandi maggioranze di tutto il pianeta.
20 febbraio 2006

Tradotto dallo spagnolo all'italiano da Davide Bocchi, membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in copyleft.

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