martedì, febbraio 14, 2006

Il contributo degli ingegneri africani alla tecnologia

Larba Nadiéba, amministratore TIC [1] in Germania:
«Dobbiamo credere nel contributo degli ingegneri africani alla tecnologia»


Alex Moussa Sawadogo

13 febbraio 2006.
Larba Nadiéba: Quando le nuove tecnologie dell'informazione cominciarono a diventare popolari, alcuni paesi occidentali aprirono la porta a molti tecnici ed ingegneri dei paesi dell'Est e dell'Asia. Il continente nero e la sua popolazione, come d’abitudine, furono considerati ancora una volta incapaci di apportare il proprio granello di sabbia allo sviluppo di queste preziose risorse.

Tuttavia, "decifrare i misteri delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione non è esclusiva degli Occidentali" ricorda Larba Nadiéba, un ingegnere delle telecomunicazioni e d’informatica, molto conosciuto oggi in Germania, dove arrivò circa dieci anni fa, riuscendo a farsi spazio ed un nome in un campo nel quale essere "nero" può limitare le possibilità di trovare un impiego qualificato.

Questo giovane burkinabé venne contrattato, uscendo dall'Università Politecnica di Norimberga, come Direttore tecnico e Capo del dipartimento d’informatica e telecomunicazioni della multinazionale franco-tedesca Funkwerk Communications.

Questo gigante europeo è la seconda impresa leader nel suo mercato in quanto a tecnologia per sistemi professionali di telecomunicazioni utilizzati per i fabbricanti di automobili, le società di trasporti e le istituzioni ed è uno dei principali fornitori europei di soluzioni comunicative basate su Internet e di soluzioni professionali per reti senza fili.

"Una delle mie attività principali consiste nel collaborare con la Direzione Generale nell'avviamento delle strategie globali della società, apportando il contributo tecnico. Il mio lavoro consiste, inoltre, nel facilitare l'integrazione tecnica delle imprese simili che acquistiamo e nel progettare o adattare l'infrastruttura nelle NTIC [2]. Come cliente principale, traccio le diverse linee per lo sfruttamento dei nostri prodotti. Un calcolo errato da parte mia potrebbe danneggiare l'immagine ed il marchio dell'impresa e provocarne la caduta. Pertanto, il mio lavoro è sempre una sfida."

Quando Bill Gates, la Microsoft e la sua fondazione ebbero l'idea di offrire ai paesi poveri computer a meno di 100 dollari, quello che pretendevano era permettere alle regioni arretrate di questi paesi di prendere il treno della tecnologia e lottare contro la povertà e, fondamentalmente, entrare in contatto col resto del mondo, seguendo il desiderio del britannico Tim Berners-Lee, l'inventore del World Wide Web.

Il nostro ingegnere in telecomunicazioni, cosciente di questa situazione, pensa che le NTIC siano una risorsa efficace per la lotta contro la povertà in Africa e che il suo uso intelligente permetterebbe a questo continente di fare un grande salto in avanti, come è successo in altri paesi dell'Europa dell’Est e dell'Asia come la Lettonia e l'India. Questa convinzione di Larba Nadiéba, che la stampa specializzata tedesca ha eletto amministratore TIC del primo trimestre 2005, è giusta solo se Internet in Africa non rimane relegato all'invio di posta elettronica, alle chat e, soprattutto, alla frode.

Larba Nadiéba, che già ha lavorato come ingegnere designer di reti sicure in una società tedesca ed è stato coautore di un programma di sicurezza basato sulle reti private virtuali sviluppato per il Parlamento tedesco, segnala che la velocità e l'affidabilità delle reti hanno cambiato la maniera di comunicare, studiare, comprare, informarsi, distrarsi, organizzarsi, formarsi e lavorare. Ma questa formidabile rivoluzione, constata con tristezza, fa bene ai paesi più avanzati che già furono beneficiari delle precedenti rivoluzioni industriali, ed aggrava quella che viene denominata "la frattura digitale."

Per aiutare ad eliminare quest’abisso che si apre tra i paesi equipaggiati con le tecnologie dell'informazione e tutti quelli, la maggioranza, che ne sono sprovvisti, il direttore tecnico di Funkwerk, molto legato al suo paese, il Burkina Faso, ha sviluppato, in forma gratuita, dei siti Internet per l'ambasciata del Burkina a Berlino e per molte associazioni che lavorano in favore del suo paese. È riuscito anche a costruire, con altri esperti ed ingegneri del Burkina e del Mali, una società di consulting e di ingegneria nell'ambito dell'informatica e delle telecomunicazioni in Burkina Faso. Una delle qualità di quest’ingegnere è la sua perizia nella progettazione e l'assistenza nella creazione e nella gestione d’infrastrutture NTIC affidabili, adattate alle società ed alle istituzioni, senza dimenticare, inoltre, l'aspetto della sicurezza.

Mentre Tony Blair e Bob Geldof si pronunciano forse un giorno a favore di un piano Marshall tecnologico per l'Africa, è arrivato il momento per le imprese africane di contare sui giovani africani con un’eccellente formazione digitale che sono l'orgoglio delle imprese occidentali. Questa risorsa umana rinforzata da una doppia cultura africana ed occidentale sarebbe salutare per il continente se avvenisse uno scambio di competenze. A questo rispetto, Nadiéba ricorda la mancanza di libertà della quale dispongono gli ingegneri nelle loro attività, l'incapacità nel formare le proprie squadre di lavoro e soprattutto per applicare il loro metodo di lavoro. "Come direttore tecnico ed amministratore del mio dipartimento nella Funkwerk, ho, da una parte, la libertà di scegliere la mia squadra di lavoro e per proporre un preventivo di spesa per la ricerca che permetta alla mia squadra, sia in Germania, che in Francia o negli altri paesi dove agiamo, di essere competitiva."

Larba Nadiéba, che porta avanti di forma parallela un MBA [3] in strategia e sviluppo d’imprese, segnala che la direzione imprenditoriale in stile africana deve cambiare e lasciare posto alla ciberdirezione dove la rivendicazione di appartenenza ad un paese povero non ha nessuna ragione d’essere. Devono contare solo il rendimento e l'efficacia.

Di Alex Moussa Sawadogo, Corrispondente da Berlino, Lefaso.net, 13 febbraio 2006.
Originale: http://www.lefaso.net/article.php3?id_article=12352

Tradotto dal francese allo spagnolo da Rocío Anguiano per Rebelión e Tlaxcala, dallo spagnolo all’italiano da Davide Bocchi per Tlaxcala. Entrambi sono membri di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questa traduzione è in copyleft.

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