sabato, settembre 02, 2006

Olbermann a Rumsfeld: questa è una democrazia

Parlando davanti ai veterani dell'American Legion a Salt Lake City il segretario della difesa americano Donald Rumsfeld ha detto che "la confusione morale e intellettuale" sulla guerra in Iraq e sulla vasta azione contro il terrorismo potrebbero finire per indebolire e dividere il paese, e ha incitato a una rinnovata determinazione nel combattere estremisti che ha definito "un nuovo tipo di fascismo".
Ha poi paragonato coloro che criticano la guerra in Iraq a quelli che assecondarono e sottovalutarono Adolf Hitler prima della seconda guerra mondiale, dicendo che sarebbe una "follia" se gli Stati Uniti ignorassero i crescenti rischi rappresentati dal nuovo nemico.
Attaccando duramente i media e chi critica l'amministrazione Bush, Rumsfeld ha dichiarato: "Qualsiasi tipo di confusione intellettuale e morale su chi e cosa sia giusto e sbagliato può gravemente indebolire la capacità di perseverare delle società libere".

Questo è stato il commento di Keith Olbermann, conduttore di Countdown sulla Msnbc (su Crooks and Liars, il video):

"L'uomo che vede assoluti dove tutti gli altri vedono sfumature di significato è o un profeta o un ciarlatano. Donald H. Rumsfeld non è un profeta.
Chiudiamo il programma tornando all'argomento con il quale l'abbiamo cominciato. Con un commento speciale al discorso del signor Rumsfeld all'American Legion, ieri. Quel discorso esige la profonda analisi - e la pacata considerazione - di tutti gli americani.
Perché non è servito semplicemente a mettere in dubbio la moralità o l'intelligenza - anzi, la lealtà - della maggioranza degli americani che si oppongono agli effimeri occupanti delle più alte cariche del paese; ancora peggio, ha attribuito ai quei medesimi effimeri occupanti - persone che sono alle nostre dipendenze - una totale onniscienza; una totale onniscienza che né il buon senso, né i precedenti di questa amministrazione nell'ambito della politica interna e di quella estera suggeriscono che essi possano meritare.

Il dissenso e il disaccordo nei confronti del governo sono la linfa vitale della libertà umana.
E non semplicemente perché sono il primo posto di blocco contro il genere di tirannia che gli uomini che quelli come il signor Rumsfeld amano considerare i 'loro' uomini continuano combattere, in questo stesso momento, in Iraq.
Sono anche essenziali perché ogni tanto si trovano dalla parte del giusto, e il potere al quale si rivolgono ha torto. È un po' ironico, però, che l'autore del discorso del signor Rumsfeld abbia ricordato proprio l'eccessiva indulgenza nei confronti dei nazisti.
Perché all'epoca c'era un altro governo che doveva affrontare un vero pericolo, una crescente malvagità, potente e inesorabile.

Quel governo, come quello del signor Rumsfeld, aveva il monopolio sui fatti. Anch'esso disponeva di informazioni segrete. Era l'unico ad avere il vero quadro della minaccia. Anch'esso liquidò e insultò coloro che lo criticarono, proprio come ha fatto il signor Rumsfeld, e cioè mettendo in dubbio la loro intelligenza e la loro moralità.

Quel governo era quello britannico, negli anni Trenta.
'Sapeva' che Hitler non rappresentava una vera minaccia per l'Europa, e tanto meno per l'Inghilterra.
'Sapeva' che la Germania non si stava riarmando in violazione dei trattati e degli accordi.
'Sapeva' che le prove che aveva ricevuto, e che contraddicevano le sue conclusioni, la sua condotta - la sua onniscienza - andavano liquidate.

Il governo britannico di Neville Chamberlain 'sapeva' già la verità. Cosa ancora più importante, 'sapeva' che i suoi critici più aggueriti dovevano essere marginalizzati e isolati. E così ritrasse il principale di questi critici come un guerrafondaio assetato di sangue, come un uomo se non senile almeno moralmente o intellettualmente confuso. Quell'uomo era Winston Churchill.

Purtroppo non abbiamo dei Winston Churchill tra noi questa sera. Abbiamo solo dei Donald Rumsfeld pronti a demonizzare il dissenso proprio come Neville Chamberlain demonizzò Winston Churchill.

La storia e 73.000 tonnellate di bombe della Luftwaffe sull'Inghilterra ci hanno insegnato che tutto ciò di cui il signor Chamberlain disponeva era la sua certezza, e la sua confusione.

Questa confusione suggeriva che la carica non solo può fare l'uomo, ma può fare anche i fatti.

Dunque il signor Rumsfeld ha fatto una corretta analogia storica, solo che ha inserito la batteria al contrario. Il suo governo, con la sua conoscenza assoluta ed esclusiva, non è la versione moderna di quello che fece fronte ai nazisti. È la versione moderna di quello di Neville Chamberlain.

Ma torniamo agli Onniscienti di oggi. L'oggetto della confusione del signor Rumsfeld è semplicemente questo: la nostra è una Democrazia. Lo è ancora. A volte lo è a fatica. E come tale, tutte le voci contano, non solo la sua. Se lui o il suo presidente fossero stati in grado di dimostrare la verità di qualcuna delle loro affermazioni onniscienti - a proposito dei piani di Osama Bin Laden cinque anni fa, a proposito delle armi di Saddam Hussein quattro anni fa, a proposito dell'impatto dell'uragano Katrina un anno fa - saremmo disposti a tacere nostro malgrado e ad accettare la loro onniscienza come una ricetta sopportabile e perfino utile composta da 'fatti concreti con l'aggiunta di ego'.

Ma a oggi questo governo ha dimostrato ben poco oltre alla propria arroganza e alla propria smisurata superbia.

Il signor Rumsfeld è anche personalmente confuso, moralmente o intellettualmente, sulla propria posizione in questo contesto. Dall'Iraq a Katrina, alla carenza di vaccino antiinfluenzale, al 'clima di terrore' che continua ad avvolgere questa nazione, lui, il signor Bush, il signor Cheney e i loro compari hanno - inavvertitamente o intenzionalmente - tratto profitti e benefici, sia a livello personale, sia a livello politico.

E tuttavia può parlare in pubblico e mettere in dubbio la moralità e l'intelletto di quelli di noi che osano chiedere semplicemente la ricevuta dei Vestiti Nuovi dell'Imperatore.

In quale paese è cresciuto il signor Rumsfeld?
Da bambino, che storie di eroismo ha letto?
Da quale parte sognava di combattere nella battaglia per la libertà?
Con quale paese ha confuso gli Stati Uniti d'America?

La confusione che noi cittadini dobbiamo ora affrontare è dura e difficile. Ma coloro che ci hanno preceduti ne hanno affrontate di simili, quando uomini come Nixon, McCarthy e Curtis LeMay hanno oscurato in nostri cieli e la nostra bandiera. Notate - per alimentare la speranza nel vostro cuore - che quegli americani hanno sempre trovato il modo per arrivare alla luce, e che anche noi possiamo farlo.

La confusione riguarda la possibilità che questo segretario della difesa e questa
amministrazione stiano in realtà mettendo in atto quello che secondo loro è l'obiettivo dei terroristi: la distruzione delle nostre libertà, le stesse per cui hanno combattuto così valorosamente gli stessi veterani ai quali si è rivolto il signor Rumsfeld a Salt Lake City.

E a proposito dell'altra fondamentale affermazione del signor Rumsfeld, secondo cui questo paese si troverebbe di fronte a un 'nuovo tipo di fascismo'. Così come aveva ragione nel ricordarci come un governo che sapeva tutto ha potuto sbagliarsi completamente, aveva ragione anche quando ha detto questo, anche se probabilmente non nel senso in cui lo intendeva. È proprio vero: questo paese di trova di fronte a un nuovo tipo di fascismo.

Anche se presuntuosamente prendo in prestito il suo celebre saluto ogni sera, come debole omaggio, non ho nessun diritto di rifarmi alle parole dell'esemplare giornalista Edward R. Murrow. Ma non riuscirei mai ad eguagliare il suo modo di esprimere un monito a una precedente generazione di americani, in un'epoca in cui altri politici pensavano di sapere tutto (e pensavano di essere gli unici a saperlo), ed etichettavano coloro che dissentivano come 'confusi' e 'immorali'.

Concedetemi dunque questa citazione da Murrow:

'Non dobbiamo confondere il dissenso con la slealtà,' disse nel 1954. 'Dobbiamo sempre ricordare che l'accusa non è una prova, e che la condanna dipende dalle prove che devono essere prodotte dalla Legge. Noi non cammineremo pieni di paura l'uno dell'altro, né saremo guidati dalla paura in un'epoca di irragionevolezza. Se scaviamo a fondo nella nostra storia e nella nostra dottrina, ci ricorderemo che non discendiamo da uomini che avevano paura. Non da uomini che non osarono scrivere, parlare, associarsi e difendere cause che sul momento potevano essere impopolari'.

E dunque, buona notte, e buona fortuna."