giovedì, novembre 22, 2007

Afghanistan: i Taliban sul 54% del territorio e la soluzione "Nato+"

Afghanistan: i Taliban sul 54% del territorio e la soluzione "Nato+"

Da Lenin's Tomb

traduzione di Andrej Andreevič


Il think tank pro-occupazione, il Senlis Council, ha diffuso un altro rapporto (in pdf) sull'Afghanistan. Sostiene che la presenza dei Taliban copre ormai almeno il 54% del territorio dell'Afghanistan, e si stanno avvicinando a Kabul. Ignorato dagli opinionisti e dai media, il rapporto suggerisce che i Taliban starebbero rapidamente riscuotendo credibilità politica tra quanti sei anni fa li odiavano. I combattenti internazionali di 'al-Qaeda', si dice, starebbero appoggiando l'insorgenza, ma la gente comune li sostiene sempre di più. Una parte del problema, dice il rapporto, è la catastrofe umanitaria che si sta consumando nonostante le massicce iniezioni monetarie all'interno del paese, che si trova in condizioni peggiori di quelle delle zone più disastrate dell'Africa Subsahariana. Questa mappa descrive la presenza dei Taliban nelle varie parti dell'Afghanistan:




Comunque ciò che è più interessante è il sostegno del Senlis a una politica estremamente dura, come quella che viene imposta dagli imperialisti di entrambe le parti al Congresso statunitense. La proposta è semplice: visto che non c'è intenzione di ritirarsi, a tutti i membri della NATO verrà richiesto un enorme aumento nell'impegno dell'esercito, e la guerra verrà estesa al Pakistan. I Taliban sono conosciuti per la loro capacità di operare attraverso le frontiere, e l'esercito pakistano è riluttante a entrare in battaglia con loro per una serie di motivi. Ovviamente parte della pressione statunitense su Musharraf punta alla sua incapacità di essere una marionetta affidabile, mentre la retorica di Benazir Bhutto sugli 'estremisti' ha chiaramente lo scopo di catturare il vitale elettorato statunitense. Ci sono già stati attacchi attraverso le frontiere, ma un eventuale governo Bhutto o un qualsiasi altro governo pakistano permetterà agli Stati Uniti di operare estesamente in Pakistan? Queste azioni rafforzeranno il movimento popolare di resistenza alla dittatura di Musharraf? Il rapporto non analizza queste domande, né le loro ovvie risposte.

Forse più importante, il rapporto afferma che i 'combattenti stranieri' provenienti da quelli che Brzezinski chiama "i Balcani globali", compresi Pakistan, Uzbekistan e Xinjiang, stanno funzionando come moltiplicatori di forza per l'insorgenza dei Taliban. Quanto di questo è realtà e quanto è frutto di informazioni di 'intelligence' ottenute attraverso tortura o più semplicemente propaganda? A differenza di altre parti del rapporto, che comprende tra le fonti anche alcune ricerche indipendenti, sembra che molto sia stato distillato da think tank e giornali filo-imperialisti occidentali. Ad ogni modo, benché il rapporto prenda una coloritura tecnocratica, il contesto rende chiaro che la soluzione "Nato+" sarebbe un colpo mirato a portare l'Asia meridionale sotto l'egemonia statunitense. Quando sia Obama sia Clinton parlano con insistenza di una potenziale aggressione contro il Pakistan, dobbiamo prenderlo come un segnale di allarme. Questa guerra potrebbe mandare in fiamme l'intera regione.


Originale da:
http://leninology.blogspot.com/2007/11/afghanistan-54-taliban-coverage-and.html

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