lunedì, gennaio 21, 2008

NATO e Ucraina: chi ha più bisogno dell'altro?

NATO e Ucraina: chi ha più bisogno dell'altro?

di Nikita Petrov

Il presidente ucraino Viktor Juščenko, il primo ministro Julija Timošenko e il presidente del parlamento Arsenij Jacenjuk hanno mandato una lettera al segretario generale della NATO Jaap de Hoop Scheffer chiedendo di entrare nel piano d'azione per diventare membro dell'Alleanza Atlantica al vertice NATO che si terrà a Bucarest nell'aprile del 2008.

Nella lettera sta scritto: "L'Ucraina condivide completamente i valori democratici europei, si considera parte dello spazio di sicurezza euro-atlantico ed è pronta ad affrontare al fianco della NATO e degli alleati del blocco le minacce comuni alla sicurezza".

Kiev ha anche assicurato a Bruxelles che l'Ucraina aderirà alla NATO solo dopo "aver chiesto il parere del popolo ucraino".

La lettera ha provocato un acceso dibattito politico in Ucraina. Il Partito delle Regioni è il principale oppositore dell'ingresso nella NATO. Ha accusato le autorità ucraine di aver violato la Costituzione, che descrive l'Ucraina come uno stato neutrale che non dovrebbe entrare in blocchi militari né permettere il dispiegamento sul proprio territorio di truppe straniere e basi militari.La sola eccezione è la base della Flotta russa del Mar Nero, che verrà smantellata nel 2017.

Il Partito delle Regioni chiede anche che si svolga un referendum sull'ingresso nella NATO. L'esito di questo referendum è prevedibile: secondo sondaggi indipendenti, più del 60% della popolazione è contrario all'entrata nella NATO.

Perché Kiev vuole entrare nella NATO e perché la NATO ha bisogno dell'Ucraina? E quali sarebbero le conseguenze per la Russia?

Diversamente dai paesi baltici e dagli ex alleati di Mosca appartenenti al Patto di Varsavia, l'Ucraina non vede la NATO come un ombrello o una protezione contro una possibile aggressione da parte di "una potenza ostile".

Un conflitto militare o la semplice minaccia di un intervento sono impensabili nelle relazioni russo-ucraine, come entrambi i paesi sanno benissimo. Nessun politico, per quanto anti-russo, ha mai accennato a una simile eventualità.

Tuttavia Kiev, che è parte inalienabile dell'Europa, crede di poter entrare nell'Unione Europea solo come membro della NATO, e i suoi vicini occidentali appoggiano questo punto di vista. Sfortunatamente, gli ultimi anni hanno dimostrato che è vero.

L'ingresso nella NATO richiederà all'Ucraina sacrifici e notevoli sforzi: per rientrare nei requisiti del piano d'azione, per promuovere la democrazia e lo status sociale dell'esercito ucraino, per convertire l'esercito agli standard della NATO e introdurre un reale e fattivo controllo civile sulle forze armate, tra le altre cose.

L'Ucraina dovrà anche spendere ingenti somme di denaro per riarmare le sue forze armate con equipaggiamento occidentale, perché la Russia probabilmente smetterà di fornire componenti e parti di ricambio per la maggioranza delle armi di fabbricazione sovietica dell'Ucraina.

Kiev dovrà dire addio a molte delle sue grandi compagnie che operano nel settore della difesa, soprattutto a quelle aerospaziali, che non possono sopravvivere senza la Russia. La NATO non ha bisogno del settore della difesa ucraino perché deve sviluppare appieno le potenzialità del proprio. Per quanto riguarda la Russia, i suoi politici (tra cui il primo vice primo ministro Sergej Ivanov e l'ambasciatore Viktor Černomyrdin) hanno detto che la Russia porrebbe fine alla cooperazione militare con l'Ucraina se questa entrasse nella NATO.

Inoltre l'Ucraina dovrà fornire truppe per la partecipazione alle operazioni NATO in tutto il mondo, Afghanistan compreso. Washington ha permesso all'Ucraina di ritirare le sue truppe dall'Iraq prima dell'elezione di Juščenko al primo mandato, aiutandolo così a sconfiggere Leonid Kučma. Ma quando l'Ucraina sarà un paese membro della NATO dovrà fornire i propri soldati come fanno gli altri membri.

Di fatto, Bruxelles si aspetta questo dall'Ucraina perché molti governi europei e i loro elettorati sono insoddisfatti per le perdite in Iraq e Afghanistan. La NATO ha bisogno dell'Ucraina anche come ulteriore freno all'influenza della Russia nello spazio ex-sovietico. Se l'Ucraina entra nel blocco, la Russia dovrà faticare e spendere molto per garantirsi la sicurezza a sud-ovest, e questo può rallentare il suo progresso economico.

Inoltre l'Ucraina è più adatta di Polonia e Repubblica Ceca a ospitare elementi del sistema di difesa anti-missile degli Stati Uniti. Gli esperti militari contano che questi elementi possano essere installati in Ucraina.

Il generale Henry Obering, direttore della Agenzia di Difesa Missilistica statunitense, ama parlare di cooperazione tra Kiev e Washington in materia di difesa anti-missili balistici. Non dice cosa sta facendo Kiev, ma dopo l'ingresso nella NATO l'Ucraina dovrà certamente compiacere il proprio alleato.

Entrando nel blocco l'Ucraina controllerà il Mar Nero e le rotte degli idrocarburi dall'Asia Centrale all'Europa meridionale insieme alla Turchia, alla Bulgaria e alla Romania (e forse alla Georgia). Questo gruppo sarà in grado di esercitare una pressione sui paesi del Caucaso, del Medio Oriente e dell'Asia Centrale che osano contrariare Washington e Bruxelles.

Cosa può fare, Mosca? Innanzitutto adesso non dovrebbe fare nulla. L'ingresso dell'Ucraina nella NATO può ancora fallire perché il sentimento di ostilità nel paese è ancora forte, soprattutto nelle regioni meridionali e orientali. Se gli ucraini conoscessero tutte le possibili conseguenze negative dell'ingresso nell'alleanza, non voterebbero mai a favore.

In secondo luogo, non sarebbe comunque la fine del mondo. La Russia dovrà sviluppare le relazioni con l'Ucraina e con il resto del blocco, cooperando dove serve e rifiutandosi di collaborare se andrà contro gli interessi della Russia. Il Cremlino dovrà essere flessibile, paziente e saggio, e soprattutto pratico.
Ultimo ma non meno importante aspetto: l'Ucraina potrà entrare nella NATO non prima del 2017, quando verrà smantellata la base di un paese non europeo (la Russia) da suo territorio. Sono tempi lunghi, in cui tutto può succedere.

Originale da: http://en.rian.ru/analysis/20080118/97289307.html

Articolo originale pubblicato il 18 gennaio 2008

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