domenica, febbraio 24, 2008

Christine Ockrent, la Voce della Francia

Christine Ockrent, la Voce della Francia

da Le Monde Diplomatique

traduzione di Andrej Andreevič

Nicolas Sarkozy ha annunciato il 20 febbraio la nomina di Christine Ockrent al posto di vice direttrice generale dell'Audiovisuel Extérieur Français ["Audiovisuel Extérieur Français" è il nome di una holding che raggruppa le varie partecipazioni statali francesi nelle catene radio e televisive diffuse internazionalmente, non la catena francofona in sè come erroneamente scritto precedentemente, ringrazio A. per la segnalazione N. d. T.]. Diretta dall'attuale presidente della catena televisiva d'informazione France 24, Alain de Pouzilhac, la futura holding, battezzata France Monde, riunirà le partecipazioni dello stato a Radio France Internationale (RFI), TV5Monde e France 24. La creazione della holding ha suscitato le vive proteste dei partner di TV5Monde in Belgio, Svizzera, Canada, Quebec e dall'Organizzazione Internazionale della Francofonia (Organisation internationale de la francophonie, OIF), che non sono state consultate. In Francia è soprattutto la decisione di affidare la direzione dell'informazione estera alla compagna del Ministro degli Affari Esteri Bernard Koucher che ha provocato una levata di scudi. Questo nuovo episodio ricorda la profonda consanguineità che esiste nel paese tra il mondo della politica, dei media e degli affari, e che si dimostra sempre più problematico.

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Estratto da "L'opinion, ça se travaille…" - Les médias et les "guerres justes": Kosovo, Afghanistan, Irak, Agone, Marsiglia, 2006, di Serge Halimi e Dominique Vidal (con Henri Maler):

Durante la guerra del Kosovo la trasmissione quotidiana di attulità diffusa dalla catena televisiva pubblica statunitense Public Broadcasting Stations (PBS) invitò dei giornalisti europei per informare gli americani del sentimento dell'opinione pubblica dei loro paesi. Per la Francia questo ruolo fu affidato a Christine Ockrent. I passaggi che seguono permettono di rivelare le particolari disposizioni di certi giornalisti a esprimersi cone i portavoce (ufficiosi) dei loro governi e della "giusta causa" del momento. Interrogati da una nostro collega a Washington, uno dei responsabili del programma ha affermato di ignorare il fatto che Christine Ockrent all'epoca della guerra del Kosovo fosse la compagna di un membro del governo francese.

Lehrer Newshour, trasmissione del 21 aprile 1999
Margaret Warner: Possiamo osservare lo stesso sostegno alla guerra da parte dell'opinione pubblica sia in Francia sia in Germania?
Christine Ockrent: Assolutamente Margaret. La grande maggioranza dei francesi approva l'intervento. Ma la proporzione tende a calare quando si parla dei dubbi sull'efficacia della strategia della NATO [la guerra aerea]. E, paradossalmente, più qiesta strategia è messa in discussione, più sostegno ha l'ipotesi di un intervento terrestre.
Margaret Warner: Signora Ockrent, può dirmi se, agli occhi dell'opinione pubblica francese, la credibilità della NATO è messa in discussione in questa operazione e se questa venga considerata molto importante in Francia?
Christine Ockrent: Si, certamente. Cos'è la NATO? La NATO è l'alleanza delle democrazie. Io penso che il consenso nel paese è che non possiamo permetterci di perdere. E' esattamente quello che il presidente Chirac ricorderà in televisione questa sera. Si tratta della battaglia della democrazia contro la tirannia e il totalitarismo.


Lehrer Newshour, trasmissione del 9 giugno 1999
Quel giorno i giornalisti europei discutevano degli sforzi in vista di un regolamento politico. In quel momento veniva firmato l'accordo di Kumanovo tra la NATO e lo stato maggiore dell'armata jugoslava.

Elizabeth Farnsworth: Signora Ockrent, se l'obiettivo era umanitario, la guerra è stata un fallimento, o no?
Christine Ockrent: Non sono d'accordo con lei. Io credo che l'obiettivo fosse umanitario e che la guerra sia stata vinta. Sì, abbiamo avuto un milione di rifugiati. Ma è meglio avere un milione di rifugiati che un milione di morti. E credo che ci si ricorderà di tutto questo pensando che, per la prima volta alla fine di questo secolo, le nostre nazioni democratiche si sono date il diritto di intervenire in uno stato sovrano per proteggervi e salvarvi una minoranza etnica.

Glossario per tempi di guerra
PROPAGANDA: rientra nella propaganda qualsiasi azione esercitata volontariamente sull'opinione al fine di spingerla a condividere certe idee o valori. La propaganda si appoggia spesso ai media.
MANIPOLAZIONE: divulgazione deliberatamente ingannevole di informazioni, destinate a orientare le scelte del destinatario di queste informazioni.
DISINFORMAZIONE: tecnica che consiste nel diffondere informazioni false, contraddittorie o eccessive in maniera da mascherare l'informazione reale.
Christine Ockrent, La Liberté de la presse (Les Essentiels, Milan, Toulouse, 1997, p. 4-5)


Originale:
http://www.monde-diplomatique.fr/carnet/2008-02-21-Ockrent

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