venerdì, luglio 18, 2008

Rapporto sulla tortura in Colombia

Le torture si sono intensificate durante la politica di “Sicurezza Democratica”, afferma un Rapporto sulla tortura in Colombia

Comunicato stampa Reiniciar

Bogotá, 15 luglio 2008.
La Politica di Sicurezza Democratica del presidente Álvaro Uribe ha reso più facile la tortura e gli abusi in Colombia, afferma un “Rapporto sulla tortura, i trattamenti, crudeli, inumani o degradanti – 2007” presentato oggi dalla Coalizione Colombiana contro la Tortura della quale fa parte la Corporazione Reiniciar. Secondo il Rapporto, dal 2002, anno in cui è entrata in vigore la Politica di Sicurezza Democratica, i casi di tortura sono aumentati in tutto il paese, soprattutto contro le organizzazioni sociali e i difensori dei diritti umani. Nel 2007 sono stati documentati 93 casi di persone torturate, delle quali solo 27 sono sopravvissute e 43 sono state assassinate dopo le torture. Tra tutte le vittime documentate, almeno 18 erano di sesso femminile e 11 erano bambine o bambini.
Il Rapporto sottolinea che nel 90,1% dei casi di tortura l'autore generico delle violazioni è stato lo Stato: “il 70,4% (50 vittime) delle violazioni è stato commesso direttamente da rappresentanti dello Stato; il 19,7% (14 vittime) è stato commesso da paramilitari e tollerato o appoggiato dallo Stato”.
Il Rapporto ha confermato uno schema di torture commesse dalla Forza Pubblica nel contesto di “Detenzioni Arbitrarie” e di “Falsi Positivi” contro persone segnalate come appartenenti a gruppi della guerriglia o loro simpatizzanti.
Così, tra i mesi di luglio 2002 e giugno 2007 si sono registrati almeno 955 casi di esecuzioni extragiudiziali e 235 sparizioni forzate attribuibili direttamente alla Forza Pubblica. Il periodo compreso tra luglio 2006 e giugno 2007 è stato quello in cui si è registrato il maggior numero di esecuzioni extragiudiziali, dato che almeno 236 persone sono state giustiziate direttamente dalla Forza Pubblica, rispetto ai 198 casi registrati tra luglio 2005 e giugno 2006.
Riporta inoltre che i gruppi della guerriglia sono stati responsabili del 9,8% dei casi di tortura.
I delegati della Coalizione, alla presenza del Segretario Generale dell'Organizzazione Mondiale contro la Tortura, signor Eric Sottas, hanno mostrato la loro preoccupazione nel segnalare che le fasce della popolazione che maggiormente subiscono le detenzioni, la tortura psicologica e l'impatto psicosociale sono i contadini, le donne, i bambini, le persone LGBT (Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) e gli afro-colombiani.
Tuttavia hanno precisato che una delle attività più perseguitate del paese è quella dei Difensori dei Diritti Umani. Nel 2007 molte organizzazioni di difesa dei Diritti Umani sono state vittime di incursioni, furto di informazioni, minacce ai loro componenti, maltrattamento e stigmatizzazione del loro lavoro, com'è il caso della Corporazione Reiniciar.
Il Rapporto segnala che per quanto i dati e i casi registrati siano allarmanti, essi non riescono a rendere le dimensioni della problematica nel paese, “a causa delle molte difficoltà nell'accedere alla giustizia, la paura per la presenza e il controllo dei colpevoli degli omicidi e degli abusi in vaste zone del paese e l'assenza di meccanismi di protezione a favore delle vittime e dei testimoni”.
Infine il Rapporto raccomanda al Governo Nazionale di ratificare il Protocollo Facoltativo della Convenzione contro la Tortura che permette a questa Convenzione di far visita al paese e di verificare la situazione nazionale con i membri del Comitato contro la Tortura. Ha anche esortato il Governo affinché, nell'ambito della Legge 975 del 2005 detta “Legge di Pace e Giustizia”, chieda ai paramilitari di confessare tutti i reati di tortura e affinché le autorità neghino i benefici della Legge 975 a chi non riconosca questa responsabilità. Inoltre ha chiesto l'adozione di una politica pubblica che impedisca gli atti di tortura e i maltrattamenti nel nostro paese, nonché l'abolizione dell'impunità.
Maggiori informazioni: Informe sobre Tortura, Tratos Crueles, Inhumanos o Degradantes – 2007 (Rapporto sulla Tortura, i Trattamenti Crudeli, Inumani o Degradanti - 2007)

---

La corporazione per la difesa e la promozione dei diritti umani Reiniciar
È un'Organizzazione Non Governativa che si occupa del rispetto dei diritti e delle libertà dei colombiani e delle colombiane secondo gli obblighi internazionali assunti dallo Stato e sanciti dalla Costituzione.
Per le sue origini e il suo percorso, la Corporazione Reiniciar si è orientata soprattutto verso la difesa dei diritti civili e politici secondo una concezione integrale dei Diritti Umani.

Il nostro lavoro
La Corporazione Reiniciar proietta la sua attività in tre aree di lavoro:
Formazione in materia di diritti umani e diritto internazionale umanitario, progetti produttivi e affiancamento nei processi organizzativi.
Documentazione di casi ed elaborazione di rapporti sulla situazione dei diritti umani in varie regioni del paese e in relazione con diverse fasce sociali.
Assistenza completa alle vittime che comprende aiuto giuridico, psicosociale e umanitario.
Oltre ad agire sul piano nazionale, la Corporazione Reiniciar si occupa anche di cause di impatto internazionale che riguardano i diritti umani. È tra le organizzazioni firmatarie nel caso di genocidio contro l'Unione Patriotica (UP) davanti alla Commissione Interamericana dei Diritti Umani (Comisión Interamericana de Derechos Humanos, CIDH), e in diversi casi promuove Misure Cautelari per la protezione di persone e comunità in pericolo imminente.
Reiniciar mantiene inoltre un contatto attivo con i gruppi tematici delle Nazioni Unite.

Origini
La Corporazione Reiniciar è stata fondata nel 1993 a Bogotá da un gruppo di persone provenienti dalla Corporazione Regionale per la Difesa dei Diritti Umani (Corporación Regional para la Defensa de los Derechos Humanos, CREDHOS) di Barrancabermeja. La sua attività a difesa dei diritti umani in questa regione è stata contrassegnata da minacce, attentati e uccisioni di vari membri dell'organizzazione. Dopo essersi trasferiti in altre città del paese ed essersi rifugiati all'estero, alcuni dei suoi membri si sono riuniti nuovamente a Bogotá con l'intento di ricominciare a perseguire la giustizia e la realizzazione dei diritti di tutti.

Il genocidio contro l'Unione Patriottica davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani
Fin dall'inizio la Corporazione Reiniciar ha dedicato il nucleo del suo impegno a chiedere giustizia per il genocidio commesso contro l'Unione Patriottica (Unión Patriótica, UP), movimento politico di opposizione sorto nel 1984 nell'ambito dei dialoghi di pace tra il governo del Presidente Belisario Betancurt e la guerriglia delle FARC. La UP guadagnò rapidamente un ampio appoggio popolare che la rese prima forza politica in varie municipalità del paese. Quando la UP si rafforzò fu intrapresa una violenta persecuzione contro le persone e i settori della popolazione che avevano deciso di confluire nel nuovo movimento. In questo sterminio furono assassinate più di tremila persone per le loro idee politiche, senza contare tutte quelle che furono torturate, obbligate ad andarsene e vittime di altre violazioni e minacce.
Nel 1993, avendo constatato la negazione della giustizia a livello nazionale, la Corporazione Reiniciar e la Commissione Colombiana di Giuristi portarono il caso di questo genocidio davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH). Si diede così inizio a un difficile processo di documentazione delle violazioni commesse contro i membri dell'UP, volto tra l'altro a evidenziare la persecuzione sistematica contro i membri del movimento e a valutare il danno causato. Nell'ambito di questo caso è stato anche promosso il Coordinamento Nazionale delle Vittime e dei Familiari del Genocidio contro l'Unione Patriottica, con più di 15 coordinatori regionali in tutto il paese.
Attualmente il caso è ancora davanti alla CIDH, in attesa di una soluzione definitiva della questione, dopo il fallito tentativo di cercare una soluzione amichevole che si è concluso con l'assenza di una risposta effettiva del governo colombiano.

Memoria Viva
È uno strumento creato dalla Corporazione Reiniciar con il fine di ridare dignità al ricordo delle vittime delle violazioni dei diritti umani attraverso il recupero della loro storia personale, politica e sociale. Memoria Viva realizza il suo obiettivo attraverso la ricerca e acquisizione di informazioni fotografiche, filmiche, di testimonianze e documenti; tutti questi dati permettono di ricostruire la storia di ciascuna delle vittime e delle collettività alle quali appartenevano.

Reinciar in rete
Per svolgere la sua missione con maggiore efficacia, la Corporazione Reiniciar ha stretto convenzioni con altre organizzazioni non governative affini. Dunque fa parte di reti colombiane come il Coordinamento Colombia-Europa-Stati Uniti (Coordinación Colombia–Europa–Estados Unidos), l'Alleanza delle Organizzazioni Sociali unite per la Pace e la Democrazia in Colombia (Alianza de Organizaciones Sociales y Afines por una Cooperación Internacional para la Paz y la Democracia en Colombia), la Piattaforma Colombiana dei Diritti Umani Democrazia e Sviluppo (Plataforma Colombiana de Derechos Humanos Democracia y Desarrollo) e la Coalizione Colombiana contro la Tortura (Coalición Colombiana contra la Tortura). A livello internazionale, fa parte dell'Organizzazione Mondiale contro la Tortura (Organización Mundial contra la Tortura, OMCT).

Originale: http://www.reiniciar.org/drupal/?q=node/79

Articolo originale pubblicato il 15 luglio 2008

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questi articoli sono liberamente riproducibili, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne gli autori e la fonte.

Nessun commento: