sabato, agosto 16, 2008

I link di oggi

Allora, il famoso oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan? Quello che i russi prima avrebbero bombardato, poi no, poi sì, poi no? Oilandglory fa riferimento a due fonti: Guy Chazan del Wall Street Journal e Damien McRoy del Daily Mail per concludere che "la Russia ha approfittato dell'attacco per dire all'Occidente che l'oleodotto non è necessariamente al sicuro".
Il WSJ, che ha anche una foto, descrive 45 crateri a pochi metri dall'oleodotto, in un'area praticamente disabitata a 15 km da Tbilisi, e racconta anche di un cratere vicino all'oleodotto minore di Supsa.
Dunque l'oleodotto non è stato bombardato, ma la Russia "ha dimostrato che può e potrebbe farlo".
[Può, potrebbe, ma non l'ha fatto].

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Moon of Alabama dedica un interessante post alla politica energetica della Turchia e ai nuovi assetti postbellici: quando la BP ha chiuso precauzionalmente il gasdotto dall'Azerbaijan alla Turchia, l'Iran ha aumentato le sue esportazioni di gas verso la Turchia del 60%. È in previsione un secondo gasdotto dall'Iran alla Turchia e tempo fa è stato firmato un memorandum d'intesa. Questa settimana, però, in occasione della visita di Ahmadinejad in Turchia, i negoziati hanno subito una battuta d'arresto in seguito alle pressioni degli Stati Uniti su Ankara (la fonte è il Financial Times).
Ma cosa farà la Turchia? Riceve la maggior parte del suo gas naturale dalla Russia attraverso due gasdotti del Mar Nero (uno passa a nord verso l'ovest della Turchia, l'altro passa sotto il Mar Nero verso il nord-est del paese). Le seconda fonte di gas naturale è un gasdotto proveniente dall'Iran e la terza è la rotta che passa per la Georgia.
Gli Stati Uniti continuano a dire ai paesi europei di non dipendere troppo dalle fonti energetiche russe. Gli Stati Uniti non vogliono che i paesi europei facciano contratti con l'Iran per tenere quest'ultimo sotto pressione. Adesso l'uomo degli Stati Uniti a Tbilisi ha dimostrato che il suo non è un paese di transito affidabile.
Dunque a un certo punto la Turchia sarà costretta a prendere una decisione che va contro le indicazioni degli Stati Uniti.
Il quotidiano turco Hurriyet fa riferimento alla necessità della Turchia di sviluppare una nuova strategia nel nuovo grande scacchiere, con una pianificazione a lungo termine, se intende "mantenere l'equilibrio" e divenire un paese di transito cruciale.
Commenta Moon of Alabama che l'espressione "mantenere l'equilibrio", per un paese della NATO che ospita sul proprio territorio una grande base aerea americana, significa che la Turchia dovrà muoversi più verso la Russia e l'Iran che verso gli Stati Uniti.

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L'agenzia di informazione Rosbalt riassume le posizioni dell'opposizione russa sulla guerra in Georgia, piuttosto concordi sulla necessità dell'intervento ma diverse nei giudizi sulla sua conduzione e successiva gestione. Mitrochin, leader del partito Jabloko, pensa che l'intervento sia stato necessario: "Impossibile appellarsi alla comunità internazionale mentre una città vicina viene distrutta". Allo stesso tempo però il suo partito ha messo in guardia contro il riconoscimento dell'indipendenza dell'Ossezia del Sud e dell'Abchazia da parte della Russia, perché potrebbe avere un effetto boomerang. Bisogna invece mirare al rispetto delle minoranze in tutti i paesi.

La posizione dell'Unione delle forze di destra è già più contraria al governo: Nikita Belych si chiede se fosse possibile un'altra via d'uscita, ma sulla base dei fatti dell'8 agosto concorda sulla necessità dell'intervento. Osserva però come la situazione sia il prodotto delle politiche di Russia, Stati Uniti e Georgia. Infine si dice contrario all'"ultimatun sul cambio di regime" in Georgia lanciato dal governo russo: "le probabilità che Saakashvili lasci la presidenza sono inversamente proporzionali alla perentorietà delle nostre richieste".

Per Garry Kasparov (che sta in vacanza fuori Mosca ma ha espresso la sua opinione in un paio di editoriali, sulla stampa nazionale ed estera) l'attacco di Saakasvhili contro l'Ossezia del Sud è stato un tentativo di risolvere i problemi interni (crollo del rating, contrasti con l'opposizione, necessità di soffocare i conflitti separatisti in vista dell'ingresso nella NATO). Kasparov però critica anche il "regime criminale" del presidente dell'Ossezia del Sud Kokoity, accusato di corruzione. A sua volta l'Abchazia fa parte della gigantesca avventura nota come"Soči 2014", e molti russi hanno nella regione concreti interessi finanziari.

La reazione di Kas'janov è più negativa e breve: l'attacco della Russia di fronte alla provocazione georgiana è stato sproporzionato e ha condotto il paese in un vicolo cieco.

Più antigovernativa la posizione dei "vecchi dissidenti" capitanati da Sergej Kovalev, presidente dell'organizzazione Memorial: l'espressione "ordine costituzionale" è nota ai russi perché l'hanno usata nel 1994 nella prima guerra cecena, dice. La dubbia vittoria militare nella seconda guerra cecena, secondo Kovalev, ha ulteriormente allontanato la Russia dalla democrazia.

Per fortuna possiamo sempre contare su Eduard Limonov (capo del partito Nazional-Bolscevico, messo al bando) per movimentare un po' la situazione: "La mia posizione coincide con quella del 75% della popolazione russa. Io sono un russo". Secondo Limonov bisognava già da molto tempo riconoscere l'indipendenza dell'Ossezia del Sud, che negli ultimi 17 anni di conflitti sanguinosi si è guadagnata il diritto all'auto-determinazione. A proposito delle reazioni internazionali, commenta che il diritto internazionale è stato ormai da molto tempo violato: "Se vogliono fanno a pezzi la Jugoslavia, staccano un pezzo di terra dalla Serbia. Ci siamo comportati come gli Stati Uniti in risposta all'invasione irachena del Kuwait".

Il corrispondente di Rosbalt, conoscendo le posizioni di Limonov, lo aizza ulteriormente chiedendoli se non bisognasse assaltare Tbilisi, ma qui ottiene una risposta misurata: "Bisogna invece aiutare le forze filorusse in tutti i paesi, alimentarle, creare partiti filorussi. Sarà un lavoro non semplice né rapido, ma potrà dare i suoi frutti".

Link (RUS)

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