domenica, agosto 17, 2008

I paesi della CSTO e della SCO devono dire la loro

[Questo articolo russo, che richiama l'attenzione su un episodio allarmante poi finito in secondo piano con il conflitto caucasico, può essere interpretato, più che come un'analisi, come un segnale lanciato alla Cina sui tentativi di accerchiamento/contenimento di Russia e Cina da parte della NATO.
Per gli approfondimenti su SCO e CSTO,
rimandiamo al materiale raccolto e tradotto in queste pagine].

I paesi della CSTO e della SCO devono dire la loro

Leonid Bondarec, esperto di sicurezza regionale, per RIA Novosti

Agli inizi di agosto si è saputo che nella capitale del Kirghizistan, in una casa affittata da cittadini statunitensi, è stata trovata e sequestrata una grande quantità di armi e di munizioni. Si trovavano lì anche due dipendenti dell'ambasciata degli Stati Uniti e dieci soldati americani.

L'ambasciata degli Stati Uniti ha subito reagito dicendo che i militari si trovavano in Kirghizistan su invito del governo del paese con il compito di tenere esercitazioni anti-terrorismo per vari ministeri del paese.

La maggioranza dei ministeri della repubblica ha tuttavia smentito l'informazione su presunte esercitazioni anti-terrorismo in programma.

Solo un paio di giorni dopo il governo ha ammesso che il gruppo di specialisti americani era giunto a Biškek con compiti di addestramento per rafforzare le capacità anti-terrorismo del paese. Le armi trovate sarebbero dovute restare in Kirghizistan.

In seguito su un giornale è apparsa la notizia che era già la terza volta dal 2003 che a Biškek venivano organizzate esercitazioni del genere. Si afferma che nei casi precedenti si sono svolte in totale segretezza, come si conviene all'attività dei servizi speciali.

Ma le domande restano, e non sono poche. Per esempio, perché i servizi speciali kirghisi hanno bisogno di armi americane? Hanno forse già intrapreso un processo di riarmo per il prossimo passaggio agli standard NATO? Oppure: perché la collaborazione con gli americani per il rafforzamento delle capacità anti-terrorismo del paese si svolge in segreto? Non significa forse che le autorità politico-militari che guidano il paese preferiscono la cooperazione con gli americani alla cooperazione all'interno della CSTO [Collective Security Treaty Organization, Organizzazione del Trattato per la Sicurezza Collettiva, della quale fanno parte Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizistan, Russia, Tagikistan e Uzbekistan; Azerbaigian e Georgia, membri del Trattato per la Sicurezza Collettiva della CSI, non hanno aderito, N.d.T.] e alla SCO [Shanghai Cooperation Organization, Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, in Italia nota anche come Gruppo di Shanghai, fondata nel 2001 dai capi di stato di Kazakistan, Kirghizistan, Tagikistan, Uzbekistan, Russia e Cina; Mongolia, Pakistan, India e Iran godono dello status di osservatori, N.d.T.]?

Un tale trasferimento segreto di armi al Kirghizistan suscita una certa diffidenza. Solitamente gli americani pubblicizzano ampiamente il loro “aiuto”. Viene da pensare dunque che le armi trovate non abbiano niente a che fare con il rafforzamento delle capacità anti-terrorismo del Kirghizistan. Ma se è così, perché il governo di quel paese induce in errore, per usare un eufemismo, gli alleati di CSTO e SCO?

Alla luce degli avvenimenti in Ossezia del Sud la scoperta di un deposito di armi americane appare sotto una luce diversa. L'appoggio degli Stati Uniti all'operazione del governo georgiano, la partecipazione di esperti militari nelle azioni militari per la distruzione del popolo dell'Ossezia Meridionale ci dice che Washington è molto interessata allo scoppio di conflitti armati ai confini russi. Non si può escludere che un simile scenario sia stato elaborato anche per il Kirghizistan.

Gli esperti prevedono che qui in autunno ci si possa aspettare manifestazioni di protesta di massa per il brusco rincaro dei generi alimentari, le frequenti e massicce interruzioni della corrente elettrica e altri fattori. A tale proposito va ricordato che nel periodo dei tragici fatti del 2002 nel sud del Kirghizistan [quando dove una rivolta popolare per l’ingiusta carcerazione di un rappresentante parlamentare fu soffocata nel sangue: la polizia sparò contro una folla di circa 1500 persone, uccidendone cinque, N.d.T.] per sparare alla folla furono usate anche armi che non risultavano registrate nella repubblica.

Inoltre anche gli estremisti islamici potrebbero approfittare della situazione. In questa eventualità potrebbe presto spuntare l'arsenale americano. È assolutamente possibile, tenuto conto del coinvolgimento degli Stati Uniti nei fatti di Andijan [nell'Uzbekistan orientale, dove nel 2005 una rivolta è stata soffocata nel sangue; i morti furono centinaia, N.d.T.]. Non molto tempo fa i servizi speciali uzbeki hanno diffuso i materiali dell'indagine, dai quali risulta che gli Stati Uniti avevano contribuito alla preparazione dei partecipanti più attivi allo scontro.

Merita attenzione anche il fatto che negli ultimi tempi è ripresa con grande forza l'attività dei separatisti uiguri nella regione autonoma dello Xinjiang, che confina con il Kirghizistan. Secondo varie agenzie di informazione, dall'inizio di quest'anno a Kashgar, situata nella parte nord-occidentale dello Xinjiang, vicino alla congiunzione tra le due frontiere di Uzbekistan e Kirghizistan, la polizia ha smantellato 12 cellule terroristiche finanziate dall'estero e inviate dai gruppi “Turkestan Orientale” e “Hizb-ut-Tahrir”. Secondo fonti cinesi le armi sequestrate ai terroristi erano americane.

Tuttavia, a giudicare dalla condotta delle autorità kirghise, questi fatti non sono diventati oggetto di indagini o esami dettagliati. Colpisce anche che a livello ufficiale la situazione in Ossezia Meridionale non sia stata sottoposta a valutazione. E non solo in Kirghizistan, ma in tutti i paesi-membri della CSTO e della SCO. Si ha l'impressione che i loro governi stiano attendendo di vedere chi è il più forte prima di schierarsi dalla sua parte.

Oggi, tenendo conto dell'estrema gravità della situazione che si sta creando, si fa pressante la necessità di una revisione dei rapporti tra i paesi membri della CSTO e della SCO per renderli conformi alle esigenze statutarie. Appare assolutamente necessario escludere le ingerenze di governi ostili nelle attività dei paesi che fanno parte di queste organizzazioni. Vanno evidentemente rivisti e corretti i rapporti dei paesi della CSTO e della SCO con la NATO nell'ambito del Partenariato per la pace.

Originale: RIA Novosti

Pubblicato 13 agosto 2008

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