domenica, agosto 10, 2008

Il conflitto in Georgia-Ossezia Meridionale: links

[Ovvero, quello che non riusciamo a tradurre ve lo segnaliamo con una descrizione più o meno sintetica, cercando di dare un'idea il più possibile ampia dei punti di vista (pare che la stampa nazionale non ne abbia molta voglia, mentre Andrea e la Miru sì: queste segnalazioni sono equamente suddivise tra noi due)]

Il capodanno del 2007

winthrop360 ha fatto una scoperta interessante: nel febbraio del 2006 il ministro della Difesa georgiano si impegnò a dimettersi se non fosse riuscito a riportare l'Ossezia del Sud sotto il controllo georgiano entro la fine dell'anno. Voleva festeggiare l'arrivo del 2007 a Tskhinvali, disse.
Si dimise a novembre accusando Saakashvili di corruzione, incompetenza e violazione dei diritti umani. Poi passò all'opposizione e adesso sta in Francia, che gli ha concesso l'asilo politico.
Nel settembre 2007 Okruashvili rivelò il suo piano per riprendersi l'Ossezia del Sud: "un'operazione su piccola scala che avrebbe causato solo numero minimo di vittime". Precisò che non avrebbe comportato uno scontro militare su vasta scala
"Lo sapevano solo quattro persone: io, Saakashvili, Merabishvili e Adeishvili" disse Okruashvili. Forse anche Giga Bokeria, ma non ne sono certo".
Link: Aggiornamento sulla guerra: presagi

L'azzardo
Anche Douglas Muir di Fistful of Euros propone la sua analisi (la definisce "dilettantesca e semi-informata", ma essendo stato in Caucaso fino allo scorso marzo ha una certa conoscenza dei fatti):
Chi ha cominciato? A quanto pare la Georgia. Provocazioni ci sono state da entrambe le parti, ma i georgiani hanno lanciato una pesante offensiva militare, e non sono cose che succedono per caso.
Perché? L'Ossezia Meridionale è sempre stata vulnerabile a un blitzkrieg: piccola, non molto popolosa (circa 70.000 persone) e circondata dalla Georgia su tre lati. Impervia e montuosa, ma non adatta a una difesa in profondità. C'è solo una città di dimensioni un po' più grandi (Tsikhinvali, la capitale) e solo una strada in discrete condizioni che collega la provincia alla Russia. Ecco il punto: una sola strada, e passa attraverso una galleria. Certo, ci sono un paio di strade sui passi, ma sono in condizioni terribili. Strategicamente l'Ossezia del Sud è appesa a un filo. Dunque la tentazione c'è sempre stata: un'offensiva rapida per catturare Tsikhinvali, far saltare o bloccare la galleria e chiudere la strada.
Ci sono riusciti? Presto per dirlo, ma le cose si sono messe male. I russi hanno reagito con rapidità ed energia inaspettate e hanno il controllo dello spazio aereo dell'Ossezia del Sud.
Perché adesso? Saakashvili è un nazionalista privo di una visione razionale delle dispute con la Russia, che considera un insulto al suo animo patriottico.
Ma soprattutto Saakashvili è un giocatore d'azzardo: manca di pazienza, anche se ha carisma e astuzia. Inoltre è alle prese con difficoltà politiche interne, abbastanza gravi da alzare il suo livello di frustrazione.
Saakashvili è uno stupido?
Sembra aver fatto qualche errore di calcolo. Potrebbe aver pensato che i russi non avrebbero combattuto, o l'avrebbero fatto male, e che non avessero veramente a cuore l'Ossezia, o non fossero in grado di reagire con prontezza. Questa ultima ipotesi non era poi così campata in aria. L'errore è stato contare sulla disorganizzazione dell'esercito russo per lanciare un'offensiva su vasta scala.
L'altro errore è stato credere che i russi fossero distratti: per le Olimpiadi, certo, ma soprattutto perché ad agosto si svuotano gli uffici governativi e il Parlamento, e anche perché le più alte autorità della difesa se ne vanno in vacanza.
E invece no: la reazione russa potrà essere stata un po' caotica, ma è stata fondamentalmente decisa e rapida.
Va poi notato che i servizi segreti russi hanno fatto di tutto per infiltrarsi in Georgia. Dunque è possibile che questa offensiva fosse compromessa fin dall'inizio.
Link: Ossezia del Sud, il dado è tratto

Rassegna della stampa angloamericana
Chris Floyd (decisamente anti-putiniano, se vogliamo semplificare) fa una rassegna della stampa angloamericana sottolineando che "a questo punto è chiaro che la Georgia ha rischiato enormemente attaccando l'Ossezia del Sud, sperando che dopo aver inflitto un rapido k.o. avrebbe goduto dell'appoggio degli amici di Washington". Citando un articolo di Associated Press, Floyd osserva un aspetto che finora è stato prevalentemente trascurato dai media:
Saakashvili ha ordinato il bombardamento della capitale Tskhinvali poche ore dopo aver dichiarato un presunto "cessate il fuoco", e le forze georgiane hanno preso di mira e ucciso diversi soldati della forza di pace russa. Ciò ha offerto al Cremlino il pretesto perfetto per mostrare i muscoli e assicurarsi un controllo ancora più saldo sulle regioni separatiste della Georgia.
Altro aspetto: la responsabilità dell'Occidente, con il riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo, e il fatto spesso tralasciato che quasi tutti gli Osseti considerano la propria regione parte della Russia.
Tra l'altro anche Floyd cita Okruashvili (v. winthrop).
Link: Il surge del Cremlino

Lavrov parla inglese
"Adesso, vede, tutti dicono: dichiarate il cessate il fuoco. Il cessate il fuoco è stato dichiarato due giorni fa, per essere immediatamente violato dalle forze georgiane".
Video, BBC

Oil and CIA, again
Secondo l'ex ministro degli Esteri georgiano gli Stati Uniti potrebbero essere parzialmente responsabili per le violenze in Ossezia Meridionale.
"In Georgia ci sono molti americani, impegnati ad addestrare le forze armate georgiane e a monitorare la situazione. Da quanto ne so, sorvegliano anche il corridoio strategico costituito dall'oleodotto Baku-Tbilisi-Ceyhan.
Lo scopo principale del conflitto è l'ulteriore orientamento strategico della Georgia e un'opportunità per l'Occidente, mi riferisco a Stati Uniti e Unione Europea, di contare sulla Georgia e il Caucaso per assicurarsi la fornitura strategica di petrolio".
Anche il Professor Gerhard Mangott, del Dipartimento di scienze politiche dell'Università di Innsbruck, sottolinea che l'intensificazione del conflitto in Ossezia non è nell'interesse della Russia.
Link da Russia Today

LA foto
Disclaimer grande come un condominio di epoca sovietica: prendete questa osservazione di Russia Inside Out con un grano di sale. Ci sembra in ogni caso giusto riportarla.
Mattina del 10 agosto (oggi): il sito BBC news titola Russia deaf to Western voices (La Russia è sorda alle voci dell'Occidente), e inserisce alcune foto Reuters che si riferirebbero ai presunti bombardamenti russi di edifici residenziali. Guardiamole:



Qui si vede il cadavere di un uomo con una camicia a scacchi. I medici reggono un altro corpo: questa persona dev'essere ancora viva perché si aggrappa al braccio della donna. Sulla destra, uomo in nero apparentemente non troppo scosso.



Qui si vede un uomo che piange con un cadavere tra le braccia che ha la stessa camicia a scacchi, gli stessi pantaloni e le stesse scarpe del cadavere della foto precedente. Si tratta dunque della stessa persona. Dunque l'uomo ha portato il cadavere da un'altra parte? L'autore del post ritiene che l'uomo che piange sia l'uomo in nero della fotografia precedente.



Ed eccolo di nuovo: questo è sicuramente l'uomo della foto precedente, più vestito di prima.
Si noti anche la generale assenza di azione attorno alle scene ritratte.

Invitiamo ancora una volta alla prudenza e a tutte le riserve del caso: comunque la foto di quest'uomo è LA foto del conflitto finora, dunque pare lecito sospettare che una qualche forma di manipolazione ci sia stata.

Link: La guerra dei media contro la Russia

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