sabato, agosto 23, 2008

Russia, NATO e meccanismi di pressione

Meccanismo di pressione

di Evgenija Novikova, corrispondente speciale di Expert Online

La Russia sospende la cooperazione militare con la NATO ma di certo manterrà i contatti militari bilaterali con i paesi della vecchia Europa, secondo Anatolij Cyganok, direttore del Centro Previsioni Militari. In un'intervista a Ekspert Online sostiene che la questione del transito sul territorio russo di merci della NATO dirette in Afghanistan è stata lasciata aperta da Mosca appositamente per conservare uno strumento di pressione sull'alleanza.

- Anatolij Dmitrevič, la Russia ha comunicato la sospensione della cooperazione militare con la NATO. Cosa significa?

- Significa che sospendiamo le esercitazioni “Active endeavour” nel Mediterraneo. Forse la Federazione Russa non coopererà con la Turchia nell'operazione “Blackseafor” nel Mar Nero, un'esercitazione cui prendono parte i paesi che si affacciano sul Mar Nero: la Georgia, l'Ucraina, la Turchia, la Burgaria, la Romania e la Russia. E poi sono sospese anche molte simulazioni militari, cioè tutte quelle esercitazioni che non si svolgono sul territorio ma sulla carta. La Russia potrebbe congelare la cooperazione con l'alleanza anche in Afghanistan. Ma pur interrompendo i contatti militari con la NATO nel suo complesso, Mosca non interromperà quelli con la vecchia Europa: Francia, Italia, Germania.

- Nell'ambito di quali progetti è possibile una simile cooperazione bilaterale?

- Abbiamo molti progetti di questo tipo. Per esempio con la Francia collaboriamo sul problema della difesa spaziale. Con la Germania e la Francia sul salvataggio in mare e nell'Oceano Pacifico.

- E per quanto riguarda il transito dei rifornimenti verso l'Afghanistan?

- Noi abbiamo interesse che la NATO combatta contro i talebani. I nostri uomini in Tagikistan non risolvono tutti i problemi. Riescono solo ad arginare il narcotraffico. Dunque abbiamo interesse che la NATO regoli i conti con i talebani, anche se per ora non riesce ad avere la meglio sulle loro minacce. Se è per questo, non ci riescono neanche in Iraq, né in Kosovo con i narcotrafficanti.

Sarebbe tuttavia preferibile rifiutare anche il transito dei rifornimenti verso l'Afghanistan.

- Ma perché nella notifica inviata dal ministero della Federazione Russa alla NATO non si fa menzione della cooperazione sull'Afghanistan? Ci conviene lasciare “sospesa” quella questione? Oggi la Russia ritira le truppe, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite non ha accettato la variante russa della risoluzione. Forse abbiamo bisogno di meccanismi di pressione sulla NATO?

- Noi sospendiamo la situazione. Penso che il principio della pressione verrà mantenuto, ma che la Russia cercherà di salvare il transito verso l'Afghanistan. Il fatto è che non ci è vantaggioso “lasciare scoperti” i paesi della vecchia Europa. Il nord dell'Afghanistan è controllato dalle truppe di questi paesi: Germania, Francia, Benelux. Il sud è invece controllato dai paesi anglosassoni. Gli Stati Uniti hanno già lasciato abbastanza “scoperti” gli europei decidendo di posizionare gli elementi dello scudo di difesa anti-missile in Polonia e Repubblica Ceca.

Due anni fa la Russia ha permesso il transito delle forniture sulla rotta fluviale interna che collega il Baltico con il Caspio. Un anno e mezzo fa ha consentito il transito su rotaia di merci militari [ci si riferisce qui ad accordi bilaterali, N.d.T.]. Si tratta del 65−70% delle forniture militari, pezzi di ricambio, farmaci per i soldati della coalizione in Afghanistan.

Originale: Expert.ru

Articolo pubblicato il 22 agosto 2008

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