martedì, settembre 23, 2008

Chi c'è dietro l'esplosione di Islamabad?

Chi c'è dietro l'esplosione di Islamabad?

da Moon of Alabama

Quello a cui non possiamo sfuggire”, ci ha detto uno degli strateghi del Pentagono , “è uno scontro con il Pakistan. Il Pakistan ha la chiave del nostro successo in Afghanistan”.
Afghanistan: How Does This End?, Swoop, 20 settembre 2008.

Se si vuole capire l'attentato al Marriott di Islamabad bisogna guardare al più ampio contesto strategico.

A credere ai soliti media “occidentali” gli Stati Uniti sono ancora un alleato del Pakistan e l'India è ancora un paese neutrale. In realtà gli Stati Uniti e l'India sono alleati in una guerra contro il Pakistan e la Cina.

In India e negli Stati Uniti ci sono alcuni elementi della politica estera che considerano la Cina il grande nemico strategico. Ma entrambi i paesi vogliono per ora evitare lo scontro aperto. Il centro di gravità in questa guerra silenziosa contro la Cina sono i giacimenti di idrocarburi in Asia Centrale, Medio Oriente e Africa e le relative rotte di trasporto.

La guerra in Afghanistan e la guerra in Pakistan possono essere viste come guerre per procura tra queste tre grandi potenze sulla questione energetica.

La Cina sta sviluppando il porto di Gwader nel Belucistan sulla costa meridionale e le rotte di trasporto da lì verso l'interno. Il porto permetterà il flusso dell'energia dall'Africa e dal Medio Oriente alla Cina evitando l'interferenza navale indiana.

Così come la Cina è strategicamente alleata con il Pakistan, l'India è strategicamente alleata con l'Afghanistan, e sta sviluppando una strada che collegherà Herat a un porto nel sud dell'Iran. Mentre il Pakistan appoggia alcuni gruppi talebani nella guerra contro l'occupazione statunitense dell'Afghanistan, l'India e gli Stati Uniti appoggiano altri gruppi talebani che combattono contro Islamabad all'interno del Pakistan.

Attualmente l'obiettivo sembra essere quello di smembrare il Pakistan.

Oh, come: non è questo che dicono i media? Sono tutte frottole?

Ecco una collezione di estratti di notizie e documenti strategici. Leggeteli tenendo presente quanto ho appena scritto.

Dagli Stati Uniti:

[I] pashtun, concentrati nelle aree tribali nord-occidentali, si unirebbero ai loro fratelli etnici dall'altra parte del confine afghano (insieme costituirebbero una popolazione di circa 40 milioni di persone) per formare un “Pashtunistan” indipendente. I sindhi a sud-est, in tutto 23 milioni, si unirebbero ai sei milioni di beluci del sud-ovest per creare una federazione lungo il Mar Arabico dall'India all'Iran. Il Pakistan” diverrebbe allora un rimasuglio di stato nucleare punjabi.
Drawn and Quartered, editoriale del New York Times, 1° febbraio 2008.

Dall'India:

Se mai gli interessi nazionali sono definiti con chiarezza e resi prioritari, la principale (secolare) minaccia all'Unione si è sempre materializzata alla periferia occidentale. Per difendersi da questa grave minaccia all'Unione, Nuova Delhi dovrebbe estendere la propria influenza, impiegando sia il potere morbido che quello duro, verso l'Asia Centrale, da dove sono storicamente giunte le invasioni. La cessazione del Pakistan come stato facilita la realizzazione di questo cruciale obiettivo nazionale.
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Con il braccio della Cina, cioè il Pakistan, neutralizzato, i suoi piani espansionistici subiranno un grave colpo. Pechino continua a rappresentare una grave minaccia per Nuova Dehli. Anche continuando a intrattenere con la Cina rapporti il più possibile costruttivi dobbiamo cercare di togliere di mezzo il suo stato mandatario. È al contempo prudente estendere il supporto morale al popolo del Tibet per immobilizzare l'espansionismo cinese nel pantano dell'insorgenza.
Stable Pakistan not in India’s interest, Indian Defence Review, settembre 2008.

Dal Pakistan:

Gli analisti politici pakistani sono convinti che gli Stati Uniti negli ultimi sette anni siano stati un alleato ambiguo che ha usato la sincera cooperazione del Pakistan riguardo all'Afghanistan per trasformare quel paese in una base militare da cui lanciare una sofisticata campagna psicologica, militare e di intelligence per destabilizzare lo stesso Pakistan.
L'obiettivo è indebolire il controllo dell'esercito pakistano sul territorio del paese e innescare una guerra civile etnica e settaria che porti a cambiare lo status del Belucistan e della Provincia della Frontiera del Nord Ovest, e forse anche a facilitare il distacco di entrambe le province dalla federazione pakistana.
Pakistan Reverses 9/11 Appeasement, Ahmed Quraishi, 13 settembre 2008.

Fonti varie:

La semplice risposta retorica alla crescente prepotenza americana non basta, visto che questo avventurismo ha motivazioni diaboliche molto più profonde.
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È per il fallimento dell'ex generale, che amava recitare la parte dello schiavo dei signori della guerra americani, nel chiedere questa azione alle forze della coalizione in Afghanistan che la nostra regione tribale è diventata un covo di militanti finanziati con soldi stranieri, che agli ordini dei loro padroni hanno trasformato le nostre periferie tribali un tempo pacifiche in un luogo violento e il resto del nostro paese nella loro zona di caccia.
Mullen’s betrayal, The Frontier Post, Peshawar, Editoriale, 19 settembre 2008

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L'India sta acquistando armi che grandi potenze come gli Stati Uniti usano per operare lontano da casa: portaerei, grandi aerei da trasporto C-130J e aerocisterne per rifornimenti in volo. Intanto l'India ha contribuito alla costruzione di una piccola base aerea in Tagikistan nella quale opererà in condivisione con il paese ospite. È la prima base militare dell'India moderna su suolo straniero.
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“Sembra esserci una nascente competizione a lungo termine tra India e Cina per il predominio nella regione”, ha detto Jacqueline Newmyer, presidente del Long Term Strategy Group, un istituto di ricerca di Cambridge, Mass., e consulente per la sicurezza per il governo degli Stati Uniti. “L'India si sta lentamente preparando a reclamare il suo posto di potenza dominante, e nel frattempo la Cina sta lavorando per ostacolarla”.
Land of Gandhi Asserts Itself as Global Military Power, New York Times, 22 settembre 2008.
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Armato di una licenza di commercio nucleare globale, il primo ministro indiano parte la prossima settimana per gli Stati Uniti e la Francia sperando di firmare contratti per l'energia atomica e di discutere di cooperazione nei settori della difesa e della lotta al terrorismo.
Atomic trade high on India PM's U.S., France tour, Reuters, 19 settembre 2008.
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L'alto ufficiale militare cinese Guo Boxiong ha chiesto lunedì di rafforzare ulteriormente gli scambi militari tra la Cina e il Pakistan.
Nell'incontro con il Capo di Stato Maggiore pakistano Ashfaq PervezKiyani, Guo, vice presidente della Commissione Militare Centrale, ha apprezzato la fruttuosa collaborazione sviluppatasi negli anni tra le due parti.
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La Cina assegna un grande valore al partenariato strategico con il Pakistan, ha detto Guo, promettendo di unire le forze con il paese per dare un ulteriore impulso ai legami bilaterali e portarli a un nuovo livello.
Kiyani ha risposto dicendo che il suo paese fa tesoro della tradizionale amicizia con la Cina ed è pronto a intensificare la cooperazione con la Cina.
China eyes closer military exchanges with Pakistan, Xinhua, 22 settembre 2008.
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Gli insorti talebani hanno attaccato un progetto di costruzione indiano nella provincia occidentale afghana di Herat, uccidendo 11 poliziotti afghani e ferendone altri durante un fine settimana in cui la maggior parte dei combattenti ha deposto le armi per il Giorno della Pace delle Nazioni Unite.
Indian construction project targeted by Taliban, Globe and Mail, 21 settembre 2008.

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ISLAMABAD, Pakistan – Due ufficiali dell'intelligence dicono che i soldati e gli abitanti del villaggio hanno aperto il fuoco quando due elicotteri degli Stati Uniti provenienti dall'Afghanistan sono entrati nello spazio aereo pakistano .
Intel officials: US copters cross Pakistan border, Reuters, 22 settembre 2008.

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Le forze militari pakistane hanno compiuto ripetute missioni in elicottero in Afghanistan per rifornire i talebani durante un'aspra battaglia, nel giugno del 2007, secondo un tenente colonnello degli US Marine che dice di basare le sue informazioni su diversi rapporti dei servizi segreti afghani e statunitensi.
U.S. Officer: Pakistani Forces Aided Taliban, Defense News, 19 settembre 2008.

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Questa campagna mediatica degli Stati Uniti si è accompagnata negli ultimi diciotto mesi a un'ondata di terrorismo in Pakistan che ha preso di mira i civili e il governo del paese. La colpa di queste azioni è stata attribuita ai cosiddetti “talebani pakistani”, che sono, per la maggior parte, una creazione dei servizi indiani e di Karzai in Afghanistan.
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Ma la situazione tra Islamabad e Washington non deve arrivare a questo. Islamabad può pesare contro i falchi di Washington che vogliono la guerra con il Pakistan. Non tutti nel governo degli Stati Uniti accettano questa idea e questo va sfruttato. Il Pakistan deve mettere in chiaro che ci sarà una ritorsione.
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L'unico modo per intrappolare il Pakistan è orchestrare un attentato terroristico spettacolare negli Stati Uniti e attribuirne la responsabilità al Pakistan, o assassinare una personalità di alto profilo in Pakistan e generare un conflitto interno che renda impossibile ai militari resistere agli attacchi degli Stati Uniti.
Pakistan Reverses 9/11 Appeasement, Ahmed Quraishi, 13 settembre 2008.

Allora:

  • Chi potrebbe essere/è responsabile della bomba di Islamabad?
  • La Cina può avere altre condizioni, oltre a Taiwan, per il grande salvataggio? Queste condizioni hanno a che fare con il Pakistan?
Fonte: Moon of Alabama

Originale pubblicato il 22 settembre 2008

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