mercoledì, ottobre 08, 2008

Crisi ucraina, un punto di vista russo

[L'analisi di Fëdorov si discosta dalle valutazioni lette in precedenza, compreso il giudizio secondo il quale le elezioni anticipate avvantaggerebbero Juščenko, ma è interessante soprattutto perché si concentra sulle priorità della Russia].

Il prezzo della questione

di Andrej Fëdorov

L'Ucraina ha cominciato a giocare alla roulette russa. E in gioco non c'è semplicemente la sua reputazione, ma anche il suo futuro di stato indipendente. La crisi della dirigenza politica in Ucraina è così evidente che non potrà essere risolta neanche dalle ennesime elezioni della Rada.
Le elezioni, se saranno indette, faranno solo il gioco di Viktor Juščenko: non sono preparati ad andare alle elezioni né il Partito delle Regioni né il Blocco Julija Timošenko, né molti altri. Le elezioni sono il frutto di una spaccatura tra gli oppositori del presidente dell'Ucraina, una spaccatura che costerà loro cara. Andare alle elezioni senza un vero programma d'azione, solo con lo slogan “Via Juščenko”, è inutile.

Ma per la Russia è molto più importante l'aspetto strategico della situazione, perché pesto dovremo prendere posizione su molte questioni.

Innanzitutto bisogna comprendere che il movimento dell'Ucraina verso la NATO e l'Unione Europea, anche se verrà un po' rallentato dalla Germania e dalla Francia, è un processo inevitabile e nessuno dei politici ucraini, tanto meno Julija Timošenko, potrà né vorrà mutare quella direzione. Bisogna cominciare a prepararsi su tutta la linea, imparare a convivere con un'Ucraina diversa, se vogliamo davvero difendere i nostri interessi nazionali.

In secondo luogo l'Ucraina ha specifici strumenti di influenza nei confronti della Russia (non è vero solo il contrario), e presto sicuramente li userà, soprattutto se l'attuale governo è in bilico e la forza decisiva è proprio Viktor Juščenko. L'Occidente in questa situazione resterà al fianco dell'Ucraina soprattutto perché gli Stati Uniti ne hanno bisogno per mettere sotto pressione la Russia.

In terzo luogo non dobbiamo scommettere su uno o due politici ucraini e pensare che giocheranno lealmente. Bisogna dimostrare che per la Russia non sono importanti i politici ucraini ma l'Ucraina stessa come paese slavo amico, e che per ottenere ciò potrebbe prendere in considerazione delle concessioni. Oggi l'errore più grande che si possa commettere è spaventare l'Ucraina con una divisione territoriale per ragioni politiche. Far ciò significherebbe perdere rapidamente l'Ucraina.

In quarto luogo, comprendere che senza l'Ucraina non ci sarà nessuna Comunità degli Stati Indipendenti e che i processi negativi nello spazio post-sovietico non faranno che accelerarsi.

Infine, dopo la crisi caucasica il mondo è effettivamente cambiato, e purtroppo non a nostro favore. La crisi globale comincia a colpire sempre più duramente la Russia. In questa situazione un conflitto con l'Ucraina infliggerebbe un altro colpo alla nostra economia, che già deve affrontare tempi difficili.

Si possono amare o no queste o quelle figure della dirigenza ucraina, in particolare quando fanno dichiarazioni antirusse, per esempio a proposito della Flotta del Mar Nero. Ma oggi non dobbiamo più dare a questi politici ulteriori vantaggi commettendo sempre più spesso errori politici nei confronti dell'Ucraina.

Andrej Fëdorov, direttore dei programmi politici del Consiglio per la politica estera e la difesa, è stato vice ministro degli esteri negli anni 1990-91.

Fonte: Kommersant'

Originale pubblicato il 6 ottobre 2008

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