giovedì, dicembre 04, 2008

Accordo segreto tra le Nazioni Unite e la NATO

Accordo segreto tra le Nazioni Unite e la NATO
di Karl Müller

Solo pochissimi media hanno riferito molto brevemente di un accordo segreto stretto tra le Nazioni Unite e la NATO alla fine di settembre e agli inizi di ottobre di quest'anno, che sarebbe stato firmato dai Segretari Generali delle due organizzazioni Ban Ki-Moon (ONU) e Jaap de Hoop Scheffer (NATO).

Secondo l'edizione del 26 settembre del quotidiano Financial Times Deutschland le due parti avevano concordato di mantenere uno stretto riserbo sull'accordo, teso a “semplificare la cooperazione in situazioni critiche come quelle in Afghanistan o in Kosovo”.

L'articolo afferma che l'accordo era stato molto discusso all'interno delle Nazioni Unite fino alla fine, anche e soprattutto per l'atteggiamento della NATO nei confronti della guerra in Georgia. Alla fine Ban Ki-Moon era stato spinto a firmare l'accordo da Francia, Stati Uniti e Regno Unito.

In seguito, il 9 ottobre, si è letto nell'edizione inglese di RIA Novosti che il Ministro degli Esteri Sergej Lavrov si diceva scandalizzato dall'accordo, che era stato negoziato e firmato tacitamente, senza consultare tutti gli stati membri. Quando è circolata la voce che si stava preparando un simile accordo tra Nazioni Unite e NATO, il Ministro degli Esteri russo ha interpellato formalmente il Segretario Generale, ma è riuscito a ottenere solo risposte vaghe.

Zeit Fragen/Current Concerns è ora in possesso del testo dell'accordo (si veda sotto). È datato 23 settembre e firmato da Ban Ki-Moon e Jaap de Hoop Scheffer. Di fatto le Nazioni Unite e la NATO non si sono limitate a sottolineare la loro precedente “cooperazione”, per esempio nei Balcani o in Afghanistan, ma hanno anche concordato la continuazione e l'ulteriore allargamento di questa “cooperazione”.

Come base di questa “cooperazione” ci si richiama allo “spirito” speciale della dichiarazione del summit delle Nazioni Unite del 2005. Era il summit che proponeva la possibilità di interventi militari della NATO nel mondo al di là della Carta delle Nazioni Unite fino ad allora vigente, sotto la voce “Responsabilità di proteggere”, seguendo dunque ampiamente un documento del 2001 che era stato compilato con il rilevante contributo di bellicisti come Gerath Evans (Australia) o Klaus Naumann (Germania). (Si veda anche il numero di Zeit-Fragen del 26 maggio).

Solo un mese prima del summit delle Nazioni Unite, nel settembre del 2005, il Segretario Generale della NATO de Hoop Scheffer aveva proposto un trattato di cooperazione tra l'ONU e la NATO. Ne ha parlato un documento analitico e strategico (Janka Oertel, “The United Nations and Nato”) del giugno 2008, che appoggiava anche il suggerimento di una “cooperazione” più stretta tra Nazioni Unite e NATO e che, incidentalmente, era stato compilato in Germania.

Risulta dunque che i forti sospetti di chi critica il concetto di “Responsabilità di proteggere”, considerandolo nient'altro che una riformulazione dell'idea di “Intervento umanitario” della NATO, erano di fatto giustificati. Ricordiamo che il concetto di “Intervento umanitario” fu usato dalla NATO per giustificare la guerra contro la Jugoslavia, illegale secondo il diritto internazionale, che di fatto aveva motivazioni imperiali e che uccise migliaia di persone, distrusse le infrastrutture civili del paese per i decenni successivi e contaminò per sempre vaste aree del territorio con scorie radioattive.

La scelta dei tempi per la firma di questo trattato è rivelatrice. Precede il cambio di presidenza negli Stati Uniti, anticipato ovviamente da manovre sul piano internazionale. Diversamente dall'attuale presidente Bush e dai suoi ideologi, fautori di una potenza statunitense mondiale indipendente dalle Nazioni Unite, la squadra di consiglieri del nuovo presidente Obama prevede un coinvolgimento attivo delle Nazioni Unite nei propri piani di dominio del mondo, creando così una versione grottesca della “coalizione dei volonterosi”. Obama stesso ha espresso questa retorica nel suo discorso davanti alla Colonna della Vittoria di Berlino, il 24 luglio: “È tempo di costruire attraverso il globo nuovi ponti, solidi come quello che ci ha uniti attraverso l'Atlantico. È tempo di unirci, attraverso una cooperazione costante, istituzioni forti, sacrifici condivisi e un impegno globale per il progresso, per affrontare le sfide del XXI secolo”.

È molto probabile che l'obiettivo attuale sia il mantenimento a tutti i costi dell'egemonia assolutamente ingiusta dell'Occidente e soprattutto degli Stati Uniti; un dominio che viene considerato a rischio – secondo il recente studio dell'intelligence statunitense “Global Trends 2025-A Transformed World” – o perduto per sempre (si veda Spiegel-Online, edizione del 21 novembre).

Come intendano reagire a questa minaccia è chiaro dal plauso dell'ex Ministro degli Esteri tedesco Fischer sulle intenzioni di Obama, citato come segue dalla pubblicazione Focus del 13 agosto: “Nel suo discorso di Berlino ha parlato chiaro!” Ecco cosa aveva detto Obama agli europei in quella occasione: “In futuro le decisioni verranno prese con me e poi combatteremo insieme e se necessario moriremo insieme”.

La squadra di consiglieri di Obama comprende teorici dell'“Intervento umanitario” come Samantha Power (si veda l'analisi di Jürgen Wagner, “Obama: beware of too great hopes”, IMI-Analysis 2008/37 del 5 novembre). Il 17 novembre il parlamentare cristiano democratico (CDU) Willy Wimmer ha perfino scritto in una lettera al Ministro degli Esteri tedesco Steinmeier che le persone che circondano Obama sembrano “copie di quelle che ci hanno trascinato nella guerra contro la Jugoslavia”.

Il fatto che Ban Ki-Moon si pieghi alle pressioni delle potenze interventiste – Stati Uniti, Regno Unito e la Francia di Sarkozy – conferma i timori di coloro che ipotizzavano che il nuovo segretario generale dipendesse dagli Stati Uniti.

Ma questa non può essere l'ultima parola delle Nazioni Unite. Sono vincolate al diritto internazionale dalla loro Carta: vincolate a garantire uguali diritti a tutte le nazioni, il diritto dell'auto-determinazione dei popoli, il divieto di ingerenza negli affari interni degli Stati e soprattutto l'imperativo della pace. Gli attacchi militari e le ambizioni egemoniche imperiali sono crimini secondo il diritto internazionale. Malgrado affermi il contrario, la NATO ha abbandonato questi principi fondamentali per la prima volta con il suo concetto strategico del 1991, che già andava oltre il diritto legalmente accettabile all'autodifesa, per poi peggiorare le cose con il concetto strategico del 1999 e gli accordi strategici dei vertici NATO del 2004, 2006 e 2008 e avviarsi ora all'“epitome” della sua tracotanza con un nuovo concetto strategico previsto per il prossimo anno.

La NATO ha già violato molte volte la Carta e continua a farlo ogni giorno che passa nell'Afghanistan occupato de facto e altrove nel quadro dell'Operazione Enduring Freedon, e non ha ancora ritirato dall'11 settembre 2001 la dichiarazione sullo status dell'alleanza. In considerazione di questo, tutti i rappresentanti responsabili della NATO dovrebbero comparire davanti a un tribunale internazionale. Il fatto che Segretario delle Nazioni Unite abbia acconsentito a una più stretta “cooperazione” con la NATO è uno schiaffo alla giustizia e questa situazione non può continuare.

Molte volte dalla fine della Guerra Fredda sia il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sia il Segretario Generale dell'Organizzazione si sono lasciati usare dagli Stati Uniti. Con Obama alla presidenza il rischio è diventato ancora più grande. La comunità mondiale deve stare in guardia per non permettere che questo accada di nuovo.

Violazione della Carta delle Nazioni Unite
di Alfred de Zayas

Se il testo della dichiarazione comune sulla cooperazione tra Nazioni Unite e NATO dovesse essere esatto sarebbe un vero scandalo, poiché andrebbe contro lo spirito e la lettera della Carta delle Nazioni Unite e scavalcherebbe l'autorità del Segretario Generale delle Nazioni Unite. L'ONU deve rimanere indipendente e non schierarsi mai con un'alleanza militare. È ovvio che questo accordo è un affronto alla Cina e alla Russia, nonché a tutti i paesi non-allineati (118 stati).
Quando il mio ex superiore Sergio Viera de Mello e altri colleghi delle Nazioni Unite furono uccisi in un attentato nell'agosto del 2003 a Baghdad, spiegai in un'intervista che ciò era parzialmente dovuto al fatto che gli iracheni avevano considerato le Nazioni Unite come un braccio imperialista della NATO e probabilmente continuavano a farlo. Ecco perché i miei bravi colleghi furono colpiti.
Non dobbiamo dimenticare che la NATO ha partecipato a guerre illegali, come quella del 2003 in Iraq (violando l'articolo 2.4 della Carta ONU, come l'allora Segretario Generale delle Nazioni Unite Kofi Annan non mancò di affermare più volte). Inoltre la NATO è colpevole di crimini di guerra nei Balcani, in Iraq e in Afghanistan. Anche l'uso di munizioni all'uranio impoverito va considerato un crimine contro l'umanità. L'Assemblea Generale deve assolutamente occuparsi di questo accordo ONU-NATO e dichiarare la sua illegittimità.

Prof. Dr. iur. et phil. Alfred de Zayas, funzionario delle Nazioni Unite a riposo,
già Segretario della Commissione delle Nazioni Unite per i Diritti Umani.


Dichiarazione congiunta sulla cooperazione
tra i segretariati delle Nazioni Unite e della NATO

Il Segretario Generale delle Nazioni Unite e il Segretario Generale dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, rallegrandosi della cooperazione più che decennale tra le Nazioni Unite e la NATO a sostegno del lavoro delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali, e desiderando, nello spirito delle conclusioni del Summit Mondiale del 2005, fornire un quadro di riferimento per la consultazione e la cooperazione allargata tra i loro rispettivi Segretariati, hanno concordato quanto segue:

1. Noi, Segretario Generale delle Nazioni Unite e Segretario Generale dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico, riaffermiamo il nostro impegno per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionali.

2. Le nostre esperienze condivise hanno dimostrato il valore del coordinamento efficace ed efficiente tra le nostre Organizzazioni. Abbiamo sviluppato la cooperazione operativa, per esempio, in operazioni di mantenimento della pace nei Balcani e in Afghanistan, dove operazioni autorizzate dalle Nazioni Unite e condotte dalla NATO si affiancano a operazioni di pace delle Nazioni Unite. Abbiamo anche lavorato insieme e collettivamente con altri partner a sostegno di organizzazioni regionali e sub-regionali. Inoltre la NATO ha fornito risorse e personale al Pakistan a sostegno delle operazioni di soccorso umanitario delle Nazioni Unite nel 2005. La nostra cooperazione è guidata dalla Carta dell'ONU, da linee guida e principi umanitari internazionalmente riconosciuti e dalla consultazione con le autorità nazionali.

3. Un'ulteriore cooperazione contribuirà in misura significativa ad affrontare le minacce e le sfide cui la comunità internazionale è chiamata a rispondere. Sottolineiamo pertanto l'importanza di creare un quadro di riferimento per la consultazione, il dialogo e la cooperazione, anche – se ritenuto opportuno – attraverso scambi regolari e un dialogo a livello dirigenziale e operativo su questioni politiche e operative. Riaffermiamo inoltre la nostra disponibilità a fornire, compatibilmente con i nostri rispettivi mandati e facoltà, assistenza a organizzazioni regionali e sub-regionali, se richiesto e opportuno.

4. Sottolineando che questo quadro di riferimento dev'essere flessibile e in evoluzione, concordiamo di sviluppare ulteriormente la cooperazione tra le nostre organizzazioni su questioni di interesse comune: comunicazione e condivisione di informazioni, ma non solo; questioni concernenti la protezione di popolazioni civili; capacity-building, addestramento ed esercitazioni; lezioni apprese, pianificazione e supporto nelle emergenze; e coordinamento e supporto operativo.

5. La nostra cooperazione continuerà a svilupparsi praticamente, tenendo conto dei mandati, delle competenze, delle procedure e delle capacità di ciascuna Organizzazione, così da contribuire a un miglioramento del coordinamento internazionale in risposta alle sfide globali.

New York, 23 settembre 2008

Jaap de Hoop Scheffer
Segretario Generale
dell'Organizzazione del Trattato Nord Atlantico

Ban Ki-Moon
Segretario Generale
delle Nazioni Unite

Originale: Geheimabkommen zwischen Uno und Nato kann nicht im Sinne der Weltgemeinschaft sein (Zeit-Fragen) e Tlaxcala

Articolo originale pubblicato il 24 novembre 2008

Manuela Vittorelli è membro di Tlaxcala, la rete di traduttori per la diversità linguistica. Questo articolo è liberamente riproducibile, a condizione di rispettarne l'integrità e di menzionarne autori, traduttori, revisori e la fonte.

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