lunedì, dicembre 15, 2008

Da cooperazione a minaccia mondiale: voci su Iran e Eritrea

Da cooperazione a minaccia mondiale: voci su Iran e Eritrea
Di Moon of Alabama

traduzione di Andrej Andreevič

Due settimane fa un sito internet d'opposizione eritreo ha pubblicato un gossip riguardo la cooperazione tra Iran e Eritrea sulla riapertura di una vecchia raffineria di petrolio ad Assab, in Eritrea.

Questa voce si è trasformata in una vera e propria storia su blog statunitensi, siti di informazione e TV israeliana, riguardo un imminente spiegamento di missili balistici, truppe, sottomarini, elicotteri e UAV (Unmanned aerial vehicle, Veicolo aereo senza pilota) iraniani nella città di Assab per controllare il Mar Rosso.
Navi iraniane e sottomarini e un numero non precisato di armi e soldati iraniani sono stati dispiegati nel porto di Assab, sul Mar Arabico, nel Corno d'Africa, appena un po' più a sud delllo stretto di Hormuz. Il porto della città si trova in una posizione particolare; la sua collocazione permette di controllare e monitorare una delle rotte di transito più strategiche.
Ora siti di destra come Blackfive sono preoccupati:
Questa è una pessima notizia, come dimostra una rapida occhiata alla mappa.
Si potrebbe considerarla una notizia incredibilmente brutta se fosse vera. Ma il rapporto è totalmente falso.

Di seguito documenterò come questa storia si sia sviluppata, sia cresciuta e abbia proliferato via internet in un lasso di tempo abbastanza breve.

Anzitutto un paio di premesse:

L'Eritrea è in paese piccolo e povero di circa 5,5 milioni di abitanti sul Mar Rosso. È una dittatura e ha contese irrisolte sui confini con l'Etiopia e Gibuti. Ha una posizione a suo modo strategica sullo stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Golfo di Aden e il Mar Rosso.

La città portuale di Assab ha circa 100.000 abitanti. Nei primi anni '60 i sovietici costruirono una piccola raffineria con una capacità di 18.000 barili al giorno. La raffineria fu chiusa nel 1997 per mancanza di parti di ricambio e soldi.

L'Eritrea, ex colonia italiana, è stata in buoni rapporti con gli Stati Uniti finché l'amministrazione Bush, attraverso l'Assistente Segretario di Stato per gli Affari Africani Jendayi Frazer, ha preso le parti dell'Etiopia in una risoluzione dell'ONU sulla questioni dei confini e ha addirittura appoggiato l'acquisto di armi nordcoreane da parte dell'Etiopia. Israele usa un'ex base navale sovietica nell'arcipelago eritreo di Dahlak per rifornire i suoi sottomarini che pattugliano il Mar Arabico.

A maggio il presidente eritreo ha visitato Teheran e nei mesi seguenti i due paesi hanno firmato dei memorandum di intesa sulla cooperazione culturale ed economica. L'Iran sta inoltre mediando tra Gibuti e l'Eritrea.

Ora torniamo alla storia che ha fatto tanta paura.

La primissima fonte, nonché quella su cui si sono basate le notizie successive, è il sito eritreo d'opposizione selfi-democracy.com, del Partito Democratico Eritreo. Il 25 novembre ha pubblicato questa notizia (.pdf):

Accordo segretissimo?

L'IRAN STAREBBE PER CONTROLLARE IL PORTO ERITREO DI ASSAB: (fonte: dall'Eritrea) Secondo notizie ricevute dall'Eritrea, l'Iran avrebbe intenzione di riaprire la raffineria di costruzione russa di Assab. L'Iran raffinerà il proprio greggio ad Assab per fronteggiare l'attuale carenza in patria, e l'Eritrea ne beneficerà non dovendo importare costosi prodotti già raffinati.
Ma si ritiene che le motivazioni dietro questo patto siano più politiche e strategiche che economiche. L'Iran, a causa del suo conflitto con l'Occidente e in particolare con gli Stati Uniti, è sotto embargo, il quale potrebbe essere esteso e rafforzato se continuerà il suo programma nucleare. Per questo l'Iran potrebbe rivolgersi ad alcuni stati fuorilegge per rompere l'embargo, e in questo quale miglior partner del presidente eritreo Isayas?
L'odio personale e profondo del presidente Isayas nei confronti dell'amministrazione USA e per tutto ciò che questa rappresenta non ha limiti, e non risparmierà sforzi per disturbare gli americani. Strategicamente l'Iran e Isayas, con la cooperazione di alcuni gruppi di islamisti somali ribelli, stanno collaborando per controllare lo stetto di Bab el-Mandeb in caso di escalation del conflitto con Stati Uniti e Israele. Secondo la nostra fonte alcuni alti membri del regime eritreo pensano che il presidente stia giocando col fuoco e che le conseguenze per l'Eritrea saranno enormi.

L'articolo contiene parecchie insinuazioni, ma non una parola su soldati, navi o sottomarini iraniani. L'Iran raffina circa 2,1 milioni di barili di petrolio al giorno nel suo paese e sta espandendo la sua capacità a più di 3 milioni di barili al giorno. Rivitalizzare una piccola e vecchia raffineria da 18.000 barili in Eritrea non aiuterebbe l'Iran a "fronteggiare la carenza in patria". Non esistono inoltre resoconti pubblici di cooperazione tra Iran e Eritrea riguardo alla defunta raffineria. L'Iran è solitamente molto disponibile a pubblicizzare simili cooperazioni. Quello che resta sono voci e speculazioni.

Un altro sito eritreo, asena-online, ha ripreso la notizia di selfi-democracy il 26 novembre. La sua notizia è scritta in tigrinya, lingua che non sono in grado di leggere, ma si tratta di meno di 80 parole e alla fine il link rimanda a selfi-democracy. Dubito quindi che aggiunga ulteriori informazioni.

Il 29 novembre il Sudan Tribune riprende la notizia originale e aggiunge ulteriori dettagli fantasiosi:
29 novembre 2008 (ADDIS ABEBA) - Un sito internet eritreo di opposizione, selfi-democracy.com, ha riportato che sottomarini iraniani e un imprecisato numero armamenti e di truppe iraniane armate sarebbero stati dispiegati nel porto eritreo di Assab.
Secondo la notizia non confermata recentemente l'Iran avrebbe inviato soldati e un gran numero di missili a lungo raggio dopo la firma di un accordo con l'Eritrea per riaprire la raffineria di costruzione russa di Assab.
...
Il sito dell'opposizione eritrea riporta che l'Iran raffinerà il proprio greggio ad Assab per fronteggiarne la carenza in patria, il che avvantaggerà l'Eritrea che così non sarà costretta a importare costosi prodotti già raffinati.
Ma l'articolo sostiene che "Le motivazioni dietro questo accordo pare siano più politiche e strategiche che economiche".

L'ultima citazione e altre parti dell'articolo sono riprese parola per parola dal pezzo di selfi-democracy citato sopra. È l'unica fonte citata dall'articolo. Ma l'articolo originale di selfi-democracy non parla di questioni militari o sottomarini. Il giornalista del Sudan Report ha semplicemente inventato i "sottomarini iraniani", ma li attribuisce a selfi-democracy.

L'ultima frase dell'articolo del Sudan Tribune aggiunge qualcosa di non correlato:
Nel frattempo, pare che questa settimana quattro velivoli di sorveglianza senza pilota della NATO abbiano sorvolato per circa mezz'ora la regione eritrea che si affaccia sul Mar Rosso.
Il pezzo del Sudan Tribune è stato composto da un certo Tesfa-alem Tekle. Tesfa-alem
è un giornalista etiope che scrive da Mekelle (Macallè), nell'Etiopia settentrionale. Ha una laurea in inglese all'università di Addis Abeba e un diploma di specializzazione in giornalismo. Ha lavorato come addetto alle pubbliche relazioni per varie organizzazioni internazionali in Etiopia. Ha scritto per media nazionali e internazionali fin dal 2001. Attualmente è corrispondente per l'Etiopia settentrionale.
Un etiope, arcinemico degli eritrei, riprende un articolo dell'opposizione eritrea sulla riparazione di una raffineria di Assab, ci aggiunge fantasie su armi iraniane e lo pubblica su Sudan Tribune.

Nello stesso giorno un altro sito d'opposizione eritrea, l'Eritrea Daily, mescola le tre versioni citate sopra e aggiunge qualche elemento di fantasia nel proprio articolo:
29 novembre 2008 - Un sito eritreo in tigrinya, asena-online.com, questo mercoledì ha riportato che l'Iran avrebbe stazionato le proprie truppe in Eritrea.
Citando fonti interne etiopi, lo stesso sito internet ha detto che unità dell'esercito iraniano sarebbero arrivate nel porto eritreo di Assab usando sottomarini pesantemente armati. Le truppe iraniane sarebbero stazionate nella città di Assab, ufficialmente con il pretesto di proteggere la raffineria di costruzione russa della città. Precedentemente, martedì, un altro sito eritreo, selfi-democracy.com, citando fonti interne eritree, ha riportato che il tiranno eritreo Afewerki ha garantito all'Iran il controllo completo ed esclusivo sulla raffineria di petrolio col mandato di riaprire, gestire e esercitare completa autorità sulla produzione e il mantenimento dello stabilimento.
...
Asena-online ha inoltre riportato che le truppe iraniane erano cariche di di missili balistici e a lunga gittata.

Inoltre, questo stesso sito ha anche dichiarato che, secondo resoconti provenienti dall'Eritrea, l'Iran avrebbe fatto partire missioni di sorveglianza sui cieli eritrei nella zona del mar Rosso usando 2 UAV (NATO) accompagnati da 4 elicotteri per 30 minuti verso le 4 del pomeriggio di martedì.
Questo è il primo articolo che fa parola dei missili. L'ultima frase sembra essere una versione ingarbugliata e ampliata dell'ultima frase del Sudan Tribune, con l'aggiunta degli UAV iraniani. Ci sono molti dubbi che i sottomarini iraniani siano anche in grado di operare a quella distanza da casa e che siano in grado di trasportare truppe di terra.

Il McClatchy Tribune Information Service ha ripreso l'articolo del Sudan Tribune via Comtex.

Il servizio propagandistico di "traduzione selettiva" MEMRI l'ha ripreso il 1 dicembre:
Opposizione eritrea: L'Eritrea garantirebbe all'Iran il controllo del porto strategico sul Mar Rosso.

Siti dell'opposizione eritrea riportano che l'Eritrea avrebbe garantito all'Iran il controllo totale del porto sul Mar Rosso di Assab, che controlla lo stretto di Bab el-Mandeb.
...
Secondo il resoconto, i sottomarini iraniani avrebbero dispiegato truppe, armi e missili a lunga gittata nel porto di Assab, col pretesto di difendere la locale raffineria di petrolio.

Il MEMRI cita selfi-democracy, il Sudan Tribune e Eritrea Daily come fonti.

Il 2 dicembre la National Review la riprende come "notizia principale" citando un sito di notizie persiano:
L'opposizione eritrea sostiene che il governo del paese avrebbe fornito la base di Assab sul Mar Rosso ai sottomarini iraniani.
L'8 dicembre un sito della destra sionista (dell'area di James Woosley, Abraham H. Foxman...), The Cutting Edge News, riporta un articolo più lungo, mescolando varie parti dei pezzi citati prima:
Navi e sottomarini iraniani hanno trasportato un imprecisato numero di truppe iraniane e armi nel porto eritreo della città di Assab, secondo gruppi d'opposizione, diplomatici stranieri e ONG dell'area.
...
Usando la protezione della raffineria eritrea come pretesto, l'Iran ha preparato le sue operazioni militari nella zona, e ha effettuato voli di ricognizione con velivoli di sorveglianza senza pilota.
...
Il presidente Isayas ha garantito all'Iran il controllo completo ed esclusivo sulla raffineria di petrolio eritrea col mandato di riaprire, gestire ed esercitare completa autorità sulla produzione e il mantenimento della struttura. L'Iran raffinerà il proprio greggio ad Assab per fronteggiarne la carenza in patria, e ne beneficerà anche l'Eritrea, non dovendo importare costosi prodotti già raffinati.
Il Partito Democratico Eritreo, un partito d'opposizione eritreo, ha parlato di trepidazione nel regime eritreo, indicando che secondo alcuni membri di alto rango il presidente starebbe giocando col fuoco con l'Iran e che le conseguenze per l'Eritrea potrebbero essere gravi.
Il pezzo è scritto da un certo Joseph Grieboski, che è il responsabile degli esteri di Cutting Edge, presidente dell'Institute on Religion and Public Policy, di cui è il fondatore, ed è stato "candidato due volte al premio Nobel per la Pace" (da chi?), oltre a essere segretario generale dell'Interparliamentary Conference on Human Rights and Religious Freedom. Nel 2007 la Conference ha ricevuto uno stanziamento di 250.000 dollari dal Dipartimento di Stato. Una recente conferenza è stata tenuta nella città natale di Grieboski, Scranton:

Scranton entrerà in gemellaggio con Makalle, in Etiopia, città di 169.000 abitanti. Doherty ha detto di aver incontrato per la prima volta gli ufficiali etiopi durante una cena diplomatica dell'Institute al Centro Culturale di Scranton in luglio.

Grieboski ha inoltre fatto lobbying al Congresso contro l'"Ethiopia Democracy and Accountability Act" proposto nel 2007. È chiaramente filo-etiope e anti-eritreo.

Negli ultimi giorni molti blog e siti di notizie hanno riprodotto e discusso la notizia diffusa da Cutting Edge.

La notizia riportata da una stazione televisiva israeliana il 9 dicembre sembra anch'essa basata sul pezzo di Cutting Edge:

Secondo resoconti locali le truppe iraniane hanno dispiegato un gran numero di missili balistici in una base militare nel porto e un imprecisato numero di velivoli iraniani senza pilota pattuglierebbero l'area.
A chiudere il cerchio, l'Eritrea Daily, uno degli originari diffusori della voce e responsabile dell'aggiunta della storia degli UAV iraniani, il giorno dopo ha ripetuto la notizia della TV israeliana.

A partire da una voce su una cooperazione iraniano-eritrea riguardo una vecchia raffineria, vari siti hanno aggiunto aspetti militari, sottomarini, missili e UAV per costruire uno scenario da minaccia mondiale. MEMRI, NRO, un lobbista etiope e la tv israeliana hanno diffuso la voce. I blogger l'hanno ripresa da lì.

Sembra la versione internet del gioco del telefono senza fili. Ma qui ognuno ha aggiunto un po' di disinformazione fino a che una ventilata cooperazione è diventata una minaccia per il mondo in soli 12 giorni.

Prossimamente: il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite pianifica sanzioni all'Eritrea per lo stanziamento dei missili strategici iraniani.

Fonte: Moon of Alabama

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