lunedì, dicembre 22, 2008

Stratfor sulla ripresa dei negoziati Russia-USA sul controllo degli armamenti

[Il 17 dicembre gli analisti di Stratfor (Strategic Forecasting Inc.) hanno prestato attenzione al viaggio in Russia del senatore Lugar, preceduto di poco dalla significativa visita di Henry Kissinger. Visto che se ne è letto poco traduco qui la notizia, accessibile solo agli utenti registrati:]

Ripresa dei negoziati sul controllo degli armamenti?
Il senatore statunitense Richard Lugar (repubblicano dell'Indiana) martedì è giunto a Mosca per dei colloqui. La sua visita, che si protrarrà fino a sabato, dovrebbe concentrarsi sul disarmo, in vista di un rinnovo o di una sostituzione del regime di controllo degli armamenti instaurato in base allo Strategic Arms Reduction Treaty (START I, Trattato per la Riduzione degli Armamenti Strategici) del 1991, che scadrà il 5 dicembre 2009.

Benché normalmente prestiamo poca attenzione ai viaggi di membri del Congresso, questa visita è degna di nota. Lugar è senatore da più di 30 anni, ed è il repubblicano più alto in grado del Comitato per le Relazioni Estere del Senato. Ha svolto un ruolo cruciale nei negoziati per il disarmo durante la Guerra Fredda e per la non-proliferazione in epoca post-sovietica. Nel 1991 è stato coautore (con il senatore Sam Nunn, democratico della Georgia) del Lugar-Nunn Cooperative Threat Reduction Program (Programma di riduzione congiunta della minaccia) che tentava di eliminare quello che lo START aveva contribuito a mettere al bando, fornendo finanziamenti statunitensi per mettere in sicurezza e smantellare gli armamenti nucleari di epoca sovietica e relativi sistemi di lancio (oltre alle armi biologiche e chimiche). A oggi sono state smantellate circa 7200 testate nucleari d'epoca sovietica.

Tuttavia l'eredità del regime di controllo degli armamenti della Guerra Fredda – e il coinvolgimento di Lugar in questo processo – non si limita alle armi nucleari. Le componenti sono tre. Una è l'Intermediate-Range Nuclear Forces Treaty (INF, Trattato sulle Forze Nucleari a Medio Raggio), che metteva al bando tutti i missili balistici a corto e medio raggio (300-3400 miglia) e i missili da crociera terra basati a terra al fine di ridurre la minaccia di un rapido scambio nucleare nel teatro europeo. Un'altra componente è rappresentata dal Treaty on Conventional Forces in Europe (CFE, Trattato sulle Forze Convenzionali in Europa) del 1992, che poneva espliciti limiti alle armi convenzionali, dai carri armati ai veicoli da combattimento e dagli elicotteri d'attacco ai caccia, in tutto il teatro europeo, sia per la NATO che per il Patto di Varsavia (Russia a ovest degli Urali compresa). E infine c'è lo START I, che stabilì meccanismi rigorosi di dichiarazione, ispezione e verifica allo scopo di ridurre gli arsenali degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica.

In anni più recenti, tuttavia, l'impegno per il disarmo è entrato in una fase di stallo. Gli americani hanno preferito non dare seguito allo START; gli Stati Uniti vedono venir meno l'arsenale strategico russo, dunque Washington considera qualsiasi rigida restrizione bilaterale imposta alle armi nucleari strategiche come un'indebita limitazione delle proprie opzioni militari a lungo termine. I russi non amano il CFE, dato che gli stati satelliti che facevano parte del Patto di Varsavia sono ora membri della NATO; i numeri delle armi convenzionali sono tutti a favore della NATO. E i russi non amano neanche il trattato INF, perché impedisce loro di costruire grandi quantità di più economici missili a breve raggio per contrastare la superiorità tecnica e a lungo raggio degli Stati Uniti.

Messi assieme, questi tre trattati segnano la fine della realtà militare della Guerra Fredda in Eurasia. E la visita di Lugar in Russia segnala che gli americani e i russi potrebbero essere pronti ad ammettere che tutti e tre gli accordi vanno rivisti.

Lugar non è il solo peso massimo in gioco. La sua visita segue un fatto ancora più rivelatore: anche l'ex segretario di stato Henry Kissinger ha di recente visitato la Russia. Avrebbe incontrato il presidente russo Medvedev il 12 dicembre, ma secondo una fonte di Stratfor avrebbe soprattutto trascorso molto tempo con il primo ministro Vladimir Putin. In Russia Kissinger è l'americano più rispettato e considerato, punto. Quando si trova lì, ha l'autorità di parlare per conto dell'amministrazione degli Stati Uniti. Il successivo viaggio di Lugar suggerisce che gli incontri di Kissinger si sono almeno in parte concentrati sul riavvio di significative discussioni sul controllo degli armamenti.

Per i russi il solo fatto di riuscire a convincere gli americani a discutere l'idea di rinegoziare i trattati è una vittoria significativa. A parte il prestigio di essere ancora capace di riuscire a condurre colloqui strategici bilaterali, la Russia ha convinto Washington – e parliamo qui della Washington di Bush ma anche di Obama – di avere la capacità non solo di influenzare ma anche di dettare gli eventi in gran parte dell'ex impero sovietico. Il riconoscimento statunitense di questo semplice fatto significa che sono destinate a svolgersi discussioni in materia di sicurezza. Il processo di rinegoziazione probabilmente si protrarrà per anni, ma le visite di Kissinger e Lugar sono mosse di apertura in quella direzione.

Fonte: www. stratfor.com (Strategic Forecasting Inc), 17 dicembre 2008

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