domenica, gennaio 04, 2009

Bolton continua a fare il matto

Bolton continua a fare il matto
di Gordon Prather


All'alba del 2009 qualche buona notizia c'è. Per esempio, Bolton "il matto" non è più, ufficialmente, in grado di far partire un attacco illegale (ai sensi del diritto internazionale) dell'amministrazione Bush-Cheney contro alcuni impianti iraniani.

Tali strutture sono soggette - come imposto dal Trattato di non proliferazione delle armi nucleari - a frequenti ispezioni, in base alle quali l'Agenzia Internazionale dell'Energia Atomica assicura che "materiali nucleari" proibiti dal Trattato non sono stati deviati verso scopi militari.

Dopo essere tornato al suo incarico civile presso l'American Enterprise Institute, Bolton si riduce ora a cercare, ufficiosamente, di scatenare un attacco illegale (ai sensi del diritto internazionale) da parte di qualcuno - di chiunque - contro quelle strutture iraniane salvaguardate dall'AIEA.

In un lungo editoriale appena pubblicato da un compiacente Wall Street Journal, Bolton inizia sollecitando il Presidente eletto Obama a fare "pressione sulla Cina" per rimettere a posto il pasticcio nella penisola coreana.

Un pasticcio creato in gran parte da Bolton, che nel 2002 ha falsamente accusato il regime di Kim Jong-Il di essere in flagrante violazione di un accordo concluso nel 1994 dall'amministrazione Clinton-Gore e da allora controllato dall'AIEA.

Senza dubbio, l'abrogazione unilaterale da parte dell'amministrazione Bush-Cheney-Bolton di quell'accordo-quadro ha portato la Corea del Nord a ritirarsi dal Trattato di non proliferazione, a iniziare a separare chimicamente plutonio per costruzione di armi a partire dal combustibile esaurito, precedentemente messo sotto sigillo dall'AIEA, e a costruire forse una mezza dozzina di armi nucleari.

E dunque in quale paese dei balocchi ha vissuto nell'ultimo anno Bolton? La penultima cosa che Obama dovrebbe fare all'inizio del suo mandato è proprio quella di esercitare pressione sui cinesi (che hanno letteralmente in mano il futuro finanziario dell'America) per fare qualcosa, e tanto meno per rimettere a posto il pasticcio di Bolton.

Circa.

Vedete, Bolton "il matto" sollecita Obama a fare l'ultimissima cosa che dovrebbe fare: aiutare Israele, "se dovresse decidere di colpire gli impianti nucleari iraniani"!

Ricorderete che nel suo primo discorso ufficiale il Presidente Bush ha in sostanza accusato la Corea del Nord, l'Iran e l'Iraq di avere programmi clandestini di armi nucleari.
"Stati come questi, e i loro alleati terroristi, costituiscono un asse del male, una minaccia per la pace del mondo.

Non ho intenzione di stare a guardare mentre si creano situazioni di pericolo. Non ho intenzione di rimanere fermo, dal momento che il pericolo si fa sempre di più vicino. Gli Stati Uniti d'America non permetteranno che i regimi più pericolosi del mondo ci minaccino con le armi più distruttive del mondo".

Ma (in quel periodo) Corea del Nord, Iran e Iraq erano firmatari del Trattato di non proliferazione, e le loro strutture e attività erano soggette a regolari ispezioni dell'AIEA.

La missione principale dell'AIEA è quella di facilitare "il contributo dell'energia atomica alla pace, la salute e la prosperità in tutto il mondo."

Ma l'AIEA, nello svolgere della sua missione principale, "deve garantire, nei limiti delle sue possibilità" che i materiali e le attività sotto la sua "supervisione" non siano "dirottati" verso "scopi militari".

Ogni volta che gli ispettori dell'AIEA individuano una possibile "deviazione", il direttore generale ne riferisce al Consiglio dei governatori dell'AIEA. Il consiglio di amministrazione può quindi decidere, con una maggioranza dei due terzi, se la "deviazione" promuova o meno "scopi militari" e debba essere riferita al Consiglio di sicurezza dell'ONU per una possibile azione.

Dal 2003, il direttore generale dell'AIEA ha regolarmente riferito al Consiglio dei governatori dell'AIEA e al Consiglio di sicurezza che non c'erano "indicazioni" che materiali vietati dal Trattato di non proliferazione fossero stati "deviati".

Tuttavia, dopo diversi anni di sforzi concertati, Bush-Cheney-Bolton hanno ottenuto che il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, presumibilmente "deliberando ai sensi dell'articolo 41 del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite", "riaffermi" la sua precedente "decisione" che l'Iran "sospenda, senza ulteriore indugio:
a) tutte le attività di arricchimento e connesse all'arricchimento, comprese la ricerca e sviluppo, che dovranno essere verificate mediante l'AIEA; e

b) il lavoro a progetti connessi all'"acqua pesante", compresa la costruzione di un reattore di ricerca moderato ad acqua pesante, che dovrà anch'essa essere verificata dall'AIEA".

Il che ha indotto gli iraniani a inviare il 25 marzo 2008 una lettera al Segretario Generale delle Nazioni Unite, spiegando come gli sforzi di Bush-Cheney-Bolton non solo abbiano corrotto il Consiglio dei governatori dell'AIEA e il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ma minino lo statuto dell'AIEA, il Trattato di non proliferazione e la stessa Carta delle Nazioni Unite.

In particolare, l'Iran ha correttamente osservato che:
"Il coinvolgimento del Consiglio di sicurezza nel programma nucleare iraniano a scopi pacifici è in pieno contrasto con le garanzie di organizzazione, statutarie e di salvaguardia che disciplinano pratiche e procedure dell'AIEA.

Inoltre, i requisiti giuridici sostanziali e procedurali che sono necessari per avviare le questioni sollevate dall'Agenzia al Consiglio di Sicurezza sono state totalmenti ignorate in questo senso.

Il Consiglio di Sicurezza non ha mai denunciato il programma iraniano come una minaccia alla pace e alla sicurezza, ai sensi dell'articolo 39 della Carta delle Nazioni Unite e, quindi, non poteva adottare le misure prese contro la Repubblica islamica dell'Iran ai sensi del capitolo VII della Carta delle Nazioni Unite".


La lettera iraniana è stata seguita da una dichiarazione della Conferenza ministeriale del movimento dei Paesi Non Allineati, che include Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Bolivia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Indonesia, Iran, Iraq, Kuwait, Libano, Libia, Oman, Pakistan, Qatar, Siria, Sudan, Turkmenistan, Uzbekistan, Venezuela, e altri, nella quale i ministri
- "ribadiscono il fondamentale e inalienabile diritto di tutti gli Stati", tra cui, nominativamente, la Repubblica islamica dell'Iran, all'uso dell'energia atomica per scopi pacifici, "senza discriminazioni"

- "riconoscono l'AIEA come unica autorità competente per la verifica dei rispettivi obblighi di sicurezza [del TNP] degli Stati membri"

- "ribadiscono l'inviolabilità delle attività nucleari pacifiche", operative o in costruzione, nei confronti di un "attacco o minaccia di attacco", fatti che "costituiscono una grave violazione del diritto internazionale, dei principi e delle finalità della Carta delle Nazioni Unite e regolamenti dell'AIEA ".

Ok, il resto del mondo su questo tema dà ragione all'Iran. Quindi, la questione è: che cosa accadrà se i paranoici israeliani attaccheranno l'Iran e "noi" saremo considerati, come esorta Bolton, quelli che lo hanno permesso?

Cercate di passare un Felice Anno Nuovo.


Fonte: Bolton's Still Bonkers

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