sabato, agosto 08, 2009

La vendetta del nerd (guerra di classe per idioti)

La vendetta del nerd: quello che i media non vi diranno del folle omicida della palestra di Pittsburgh

di Mark Ames

Questo è uno dei più chiari e dolorosi massacri provocati da un raptus omicida che mi sia mai capitato di studiare, e ne ho visti tanti. La ragione è che l'assassino, George Sodini, ha lasciato un diario che fa capire tutto: al punto che i media stanno facendo il possibile per evitare di concentrarsi su quello che dice veramente. Perché questo massacro parla davvero della disperazione e dell'odio così comuni in America. Non è possibile comprendere il massacro di ieri in un centro fitness della Pennsylvania – tre donne morte, 10 ferite, e l'assassino che si è fatto saltare il cervello – senza riconoscere questa disperazione e quest'odio. Negli ultimi trent'anni la vita della maggior parte degli americani è peggiorata: oggi i lavoratori maschi americani guadagnano in media meno di quanto guadagnassero nel 1979, mentre i 400 americani più ricchi possiedono più dei 150 milioni di americani più poveri: un divario simile esiste solo nelle cleptocrazie del Terzo Mondo, e qui non si vedeva dal 1928. Già solo questo è un buon motivo per odiare.

L'ha ammesso perfino Warren Buffet in un'intervista con il New York Times: “C'è una guerra di classe, d'accordo, ma è la mia classe, quella dei ricchi, che sta facendo la guerra, e stiamo vincendo”. Per qualche motivo solo i ricchi hanno il coraggio di parlarne.

Tutto questo odio può finire solo a destra. Perché i progressisti americani ne sono terrorizzati. Vogliono un'America guidata dal dibattito razionale tra gente civile in tricorno che sorseggia del tè discettando dei diritti dell'uomo, come i nostri antenati. I progressisti hanno una paura atroce della violenza e delle brutture; per quelli di destra sono invece una via d'uscita. Dunque i progressisti hanno deciso di ignorare la rabbia cedendola alla destra, il solo gruppo che abbia una sufficiente dimestichezza con l'odio da renderlo protagonista. Ecco perché tutte le vittime piene d'odio gravitano verso quella direzione, nonostante gli “interessi” del Kansas o le sciocchezze da educazione civica alle quali restano aggrappati i progressisti.

I diari di George Sodini rispondono alla domanda più idiota dei liberali: “Qual è il problema del Kansas?”* La risposta a quella domanda, signor Frank, è semplice: il Kansas è incazzato, ecco cosa non va. Il Kansas non conosce altro modo di arraparsi se non con un bel sacco pieno di armi capaci di eccitarlo: questo e una rilassante colonna sonora d'odio gentilmente fornita da FoxNews, Rush, Gingrich e gli altri. Cosa c'è di tanto difficile da capire sul problema del Kansas? E questo mi riporta al massacro nella palestra di Pittsburgh. Il motivo è evidente: l'omicida, il quarantottenne George Sodini, analista nel dipartimento finanziario di uno studio legale, ha spiegato esattamente nel suo diario perché ha ucciso quelle donne:

Nessuna ragazza dal 1984, l'ultimo Natale con Pam è stato quello del 1983. Chissà perché. Non sono brutto o troppo strano. Niente sesso dal luglio 1990 (avevo 29 anni). Non scherzo, cazzo! Più di diciott'anni fa. E l'avrò fatto forse solo 50-75 volte in tutta la vita.
… Mi masturbo. Spesso.

Eccoli lì, tutti i motivi che cercate. Perché in questo paese calvinista se non scopi per 20 anni sei un perdente colossale, ed è tutta colpa tua. Ogni film di Hollywood, ogni incubo in dvd zampillante di entusiasmo con Tom Hanks ci dice che i nerd timidi vengono inevitabilmente scoperti da bellissime e dolci donne sposabili. Siate gentili e pazienti e sarete premiati. Sono gli stronzi bastardi che si beccano la punizione, no? Sbagliato. Brutale rivelazione che ha distrutto Sodini, come rivela il suo diario:

Dormo solo da più di 20 anni. L'ultima volta che ho passato la notte con una ragazza è stato nel 1982. È la prova che sono un fallimento totale. Le ragazze e le donne non mi concedono mai un secondo sguardo DA NESSUNA PARTE. In me c'è qualcosa di PLATEALMENTE sbagliato e NESSUNO mi dirà mai di cosa si tratta.
Almeno 100 ragazze/donne in tutti questi anni mi hanno detto che ero “un tizio simpatico”. Non scherzo.

Ma il dolore di Soldini non si limitava ai suoi genitali trascurati. Capiva che il suo fallimento e la sua anomia sessuale rientravano in un'ingiustizia e in una rigidità più grandi insiti nella condizione americana contemporanea, una condizione terribile per la maggior parte dei maschi bianchi sopra i 25 anni. I media hanno finora completamente ignorato come l'Inferno economico americano abbia contribuito al crollo di Sodini, ma del resto i media ignorano sistematicamente il ruolo della Reaganomics nei raptus di follia omicida verificatisi a partire dalla metà degli anni Ottanta. Sodini sapeva quanto fosse critica e vacillante la sua situazione, e ne aveva scritto:

24 aprile 2009:
All'inizio dello scorso mese abbiamo avuto la seconda ondata di licenziamenti. Sono sopravvissuto. La prima ondata era stata a novembre. Quando ho cominciato, 10 anni fa, era un bel posto di lavoro. Capisco la necessità di ridurre il personale quando i tempi si fanno difficili, ma nel momento attuale tutto questo è sproporzionato rispetto ai problemi economici. L'economia si sta contraendo del 4-5% circa. Hanno deciso di non pagare il bonus natalizio, che ammonta a circa l'8% del salario annuale. Be', OK. E niente aumenti “per merito”, un altro 3,5%. E siamo all'11%. E due ondate di licenziamenti, il 5% di personale in meno. Basta fare i conti. So che la società sta usando la crisi economica come scusa per approfittare di una situazione critica e taglia posti di lavoro SENZA CHE SIA NECESSARIO. La gente appena licenziata era gente che lavorava davvero ed è stata mandata a casa. Dobbiamo lavorare di più così che la compagnia possa licenziare più gente del necessario. Non volevo dirlo, perché è tutta una merda, ma si tratta di K&L Gates, il grande studio legale qui di Pittsburgh. Chiamiamolo semplicemente K&L Gates Corporation. La maggior parte delle persone lì è OK e non voglio sparargli addosso. Mi pagano da 10 anni!
Prevedo che non sopravviverò ai prossimi licenziamenti. Ecco perché non ha senso andare avanti. Per ora la vita è sopportabile e posso continuare per un tempo indefinito. Deve succedere qualcosa di brutto. Mi resta solo lo stipendio. Il futuro non mi riserva niente. Venticinque anni a divertimento zero. Non ho mai passato un fine settimana con una ragazza in tutta la mia vita, neanche a casa mia. È anche improbabile che trovi un altro lavoro simile. Dunque penso sia ora di occuparmi di questo. Non ho figli, amici intimi né nulla. Solo me stesso. Se non hai niente non hai niente da perdere.

I media stanno ignorando brani come questi, perché leggerli trasforma Sodini da mostro a essere umano, una persona in carne e ossa fin troppo familiare, da commiserare nonostante il crimine orribile che ha commesso. I media hanno scelto invece di concentrarsi solo sul brano razzista, illiberale e anti-Obama di Sodini, come se si trattasse del movente anziché del sintomo. Di fatto, come vedrete, non era davvero un razzista, ma piuttosto parodiava sarcasticamente gli stereotipi razzisti, come in questo brano dello scorso novembre:

In bocca al lupo a Obama! Avrà successo. I media liberali lo AMANO. L'Amerika ha scelto L'Uomo Nero. Bene! Alla luce di ciò mi sono venute delle idee al di là dei piani di Obama per l'economia e via dicendo. Ecco qua: ogni nero dovrebbe avere una ragazza bianca per farcisi le ossa. Tipo schiavitù al contrario. Un tempo molti possidenti bianchi avevano una ragazzetta negra per i loro capricci. Sarebbe ora di capovolgere quella merda. E poi alle puttane bianche piacciono i fratelli neri! LOL. Più dei bianchi! Quando mandano la figlia al college tutti i paparini sanno che si scoperà un fratello nero. L'ho visto con i miei occhi. “Non la mia bambina”, dice papà! (Sì, come no!!) I neri possono scegliere le meglio bianche. Fai i conti, ci sono così tante ragazze bianche da far sì che tutti i fratelli neri possano averne una per 3 o 6 mesi, tipo.

Per il lettore medio e progressista questi sono deliri razzisti semplicemente perché il suo filtro fa passare le poche ovvie parole che saltano agli occhi. Ma si sbaglia. La disperazione di Sodini era più sfumata di quello che sbrigativamente viene definito razzismo. Come rivela questo toccante brano di diario, capiva di essere vittima di qualcosa di molto più profondo e grave, e di avere più cose in comune con i neri che con i bianchi ricchi ospitati da FoxNews o con i sostenitori del Tea Party movement:

Mentre ero in auto mi sono sintonizzato su un talk show radiofonico. In linea c'era una nero sui trent'anni che descriveva la disperazione di certe comunità nere. Secondo lui la vita lì vale poco perché si è destinati a morire comunque. È la qualità della vita che conta, diceva. Se sai che gli ultimi 40 anni sono stati una merda, perché viverne altri 30 e poi morire? Insomma, sosteneva che lì adottano comportamenti pericolosi che tendono ad accorciare la durata della vita per morire subito ed evitarsi i 30 merdosi anni successivi. Il conduttore ha cominciato a fare il sarcastico e ha posto fine alla telefonata prima di cercare di capire cosa voleva dire. Non era necessario essere d'accordo. Ho rimesso la musica. Ma l'ho trovato utile e interessante.

Non ci sono molti americani bianchi rancorosi capaci di raggiungere questo genere di comprensione razionale e rivoluzionaria. E in un certo senso Sodini è molto più onesto dei rivoluzionari, troppo bacchettoni e supponenti per ammettere quello che conta davvero nella vita: il il sesso, l'amore, sfuggire alla solitudine:

Sono solo tutte le sere, e poi vado a letto da solo. Le ragazze erano brutali quando ero più giovane, adesso meno, probabilmente perché mi vedono solo come un vecchio qualsiasi.
Vedo ovunque coppie di ventenni. Vedo un ventenne con ventenni carine. Penso che tutti quegli anni mi siano scivolati via. Perché dovrei andare avanti per altri 20 anni o più da solo? Non farò che lavorare, tornare a casa, mangiare, magari fare qualcosa, poi andare a dormire (da solo) per fare queste stesse cose l'indomani. È la Sindrome di Auschwitz, si sta male così a lungo che si finisce per pensare che sia normale.

Verso la fine del diario Sodini non è più interessato a intellettualizzare la propria disperazione. È solo; non scoperà mai più. È ormai fuori dalla gara darwiniana. È finito tutto; le donne devono morire:

2 giugno 2009:
Alcune persone con cui parlavo pensavano che uscissi con un sacco di donne. Lo pensavano perché per alimentare i pettegolezzi avevo mostrato un'email ricevuta da una donna, ma non ha funzionato. Buffo, tutto questo. In realtà non faccio sesso da quando avevo 29 anni, cioè da 19 anni. Proprio così.
5 giugno:
Stavo leggendo degli interventi su vari forum e sembra che molte adolescenti facciano sesso frequentemente. Una sedicenne lo fa di solito tre volte al giorno con il suo ragazzo. Dunque, ehm, dopo un mese così questa puttanella ha fatto più sesso di ME in tutta la mia VITA, e io ho 48 anni. Una ragione in più. Grazie per nada, troie! Ciao.

Provate a pensarci. È troppo doloroso: per noi, intendo. Così i media lo stanno trasformando nel mostro razzista e anti-Obama che permette all'America di andare allegramente avanti. Fino al massacro successivo, prossimamente in un luogo di lavoro vicino a voi.

*What's the Matter with Kansas? How Conservatives Won the Heart of America (Qual è il problema del Kansas? Come i conservatori hanno conquistato il cuore dell'America, 2004) è un libro scritto dal giornalista e storico americano Thomas Frank che esplora l'ascesa del populismo conservatore negli Stati Uniti attraverso la lente del suo stato natale, il Kansas, un tempo culla del movimento populista di sinistra e diventato conservatore negli ultimi decenni.

Originale: Revenge Of The Nerd: What The Media Won’t Tell You About The Rampage Killer Who Attacked A Pittsburgh Aerobics Class

Articolo originale pubblicato il 5/8/2009

Mark Ames è autore di Going Postal: Rage, Murder, and Rebellion: From Reagan's Workplaces to Clinton's Columbine and Beyond, pubblicato in Italia con il titolo Social killer. La rivolta dei nuovi schiavi, Milano Isbn.

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