mercoledì, settembre 29, 2010

Russia: opposizione contro apatia

Opposizione contro Apatia
Riusciranno i capi dell'opposizione liberale russa a tenere assieme la loro fragile alleanza?

di Georgy Bovt

I leader dell'opposizione non parlamentare russa Michail Kas'janov, Boris Nemcov, Vladimir Ryžkov e Vladimir Milov hanno annunciato la fondazione di una nuova coalizione nel corso di una conferenza stampa che ha attirato un numero insolitamente alto di giornalisti. Tutta questa attenzione dimostra quanto i media siano sensibili a eventuali segnali di vita provenienti da qualsiasi realtà politica affermi di voler proteggere i principi democratici nel Paese. Michail Kas'janov, capo dell'Unione Democratica del Popolo ed ex primo ministro, ha detto che il principale obiettivo strategico del nuovo movimento è "cambiare la politica nazionale mediante il necessario trasferimento di potere".
Già la notizia in sé permette di concludere che oggi nel centro di Mosca è possibile tenere una conferenza stampa per annunciare un programma di opposizione senza che i giornalisti abbiano paura di assistevi e che la polizia vi faccia irruzione. È un grande passo avanti rispetto, per esempio, agli anni Settanta.

Inizialmente la conferenza stampa doveva svolgersi nella sede dell'agenzia giornalistica di Stato RIA Novosti, e benché gli organizzatori non siano stati esplicitamente respinti la conferenza è stata spostata all'ultimo momento a causa di "problemi tecnici". I quattro leader si sono quindi riuniti nella sede moscovita del movimento Solidarietà. Su questa base possiamo giungere a una seconda conclusione: la Russia non ha un metodo unico e affidabile per reprimere i dissidenti. Ogni volta che qualcuno esprime la propria opposizione al governo servono un approccio su misura e una soluzione contingente, anche se ciò non significa che non esistono ricette miracolose per mettergli il bavaglio.

La cosiddetta "opposizione non sistematica" intende fondare un partito che possa partecipare alle elezioni parlamentari e presidenziali del 2011 e del 2012. "Non siamo ingenui. Ci rendiamo conto del fatto che il nostro partito politico non potrà essere registrato, ma la costituzione ci dà il diritto di crearlo, e noi ci batteremo per quel diritto", ha detto Kas'janov.

Uno dei leader di Solidarietà, Boris Nemcov, già vice primo ministro di Boris El'cin e un tempo considerato un suo potenziale successore, ha detto che la coalizione presenterà un unico candidato alla presidenza. "Non intendiamo partecipare a negoziati sottobanco con il Cremlino. Il regime ci ha gettato sulle strade, dunque le proteste di massa saranno la nostra linea d'azione", ha detto Nemcov.

Vladimir Ryžkov, ex vice presidente della Duma di Stato e capo di Scelta della Russia, importante partito pro-Cremliniano sotto El'cin, ha detto che a breve la coalizione comincerà a costruire la propria struttura regionale, che secondo la legge è uno dei requisiti per registrare un partito politico. Ryžkov ha anche detto che presto verrà diffuso il programma del futuro partito.

Quali probabilità di successo ha la coalizione?

A oggi nessun movimento di opposizione russo può vantare un significativo sostegno dell'opinione pubblica. Da sempre i russi diffidano di coloro che litigano con il governo. Una persona di buon senso (e il buon senso è forse la caratteristica centrale, onnipresente della mentalità russa) ne ricava la conclusione che se un politico non è al potere non potrà aiutare nessuno, non potrà fare pressioni a Mosca per un nuovo gasdotto, non potrà controllare i burocrati locali né stanziare soldi per una nuova scuola, un nuovo asilo, una nuova strada, nuove abitazioni, ecc. L'elettore medio confida che siano i candidati a risolvere i suoi problemi quotidiani. Per lui le discussioni sulla democrazia e i diritti umani sono astratte e la democrazia non sembra avere niente a che fare con il miglioramento delle sue condizioni di vita.

Naturalmente esiste il voto di protesta, quando per segnalare il proprio scontento la gente vota chiunque si dica in contrasto con il governo. Tra i beneficiari di questo voto ci sono il Partito Liberal Democratico di Vladimir Žirinovskij, il Partito Comunista e Russia Giusta, partito relativamente recente. Gli elettori solitamente non si addentrano troppo nei programmi dei partiti di pseudo-opposizione e si limitano a votare contro Russia Unita, il partito al governo.

La nuova coalizione, nondimeno, farà fatica a conquistare perfino questo genere di sostenitori. La voce di protesta deve anzitutto superare vari ostacoli, come lo sbarramento del 7% per le elezioni parlamentari. Riuscirci è estremamente difficile per i partiti d'opposizione, date le proporzioni degli esiti elettorali falsificati a tutti i livelli. Dunque per ottenere il 7% dei voti ufficialmente riconosciuti bisogna prendere il 20-25%. Se l'elettorato non crede che un partito possa superare questo sbarramento del 7% potrà magari votare per degli assoluti outsider, sapendo che così facendo butterà il proprio voto e dunque, in ultima analisi, finirà per votare Russia Unita.
La nuova coalizione dovrà presto superare un ostacolo amministrativo ancora peggiore: la registrazione del proprio partito. Sarà un compito ingrato, se non impossibile. Negli ultimi dieci anni le leggi russe sulla registrazione dei partiti politici e delle organizzazioni pubbliche sono diventate così rigide che la burocrazia al governo può facilmente bloccare un movimento – per non dire un candidato – indesiderato in qualsiasi fase del processo di registrazione.

Kas'janov, Nemcov, Ryžkov e Milov potrebbero avere un asso nella manica: un movimento di protesta di massa che usi le manifestazioni di piazza e la disobbedienza civile per aggirare le sfide burocratiche. In pratica, però, negli ultimi 10-15 anni i russi hanno cessato di partecipare alle manifestazioni politiche di massa, e quasi senza eccezione sono sprofondati nel baratro dell'apatia e dell'indifferenza totale nei confronti della politica dell'attivismo. Tutto considerato, la nuova coalizione per ora non ha alcuna possibilità di cambiare il panorama politico.

Originale: Opposition vs. Apathy

Articolo originale pubblicato il 23 settembre 2010

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