mercoledì, dicembre 08, 2010

Russia: il gigante gentile?

Russia: il gigante gentile?

di Eugene Ivanov

Alla fine di novembre da diversi settori dell'amministrazione russa sono giunti vari messaggi apparentemente slegati ma importanti. Considerati nel loro insieme potrebbero indicare un cambiamento nel modo in cui la leadership politica del Paese vuole posizionare la Russia nel mondo.

Innanzitutto il primo ministro Vladimir Putin ha scritto un articolo per il quotidiano tedesco Süddeutsche Zeitung in cui si fa deciso fautore del partenariato strategico tra la Russia e l'Unione Europea. Essenzialmente il premier russo ha proposto la creazione di uno spazio economico russo-europeo comune "da Lisbona a Vladivostok".

In questo contesto Lisbona non era un semplice punto di riferimento geografico: la proposta di Putin giungeva subito dopo il vertice Russia-NATO svoltosi nella capitale portoghese. Durante quel vertice il presidente russo Dmitrij Medvedev e i capi dell'alleanza hanno concordato di collaborare per la creazione di un sistema di difesa anti-missili balistici (ABM) in Europa. Se realizzato, un simile sistema potrebbe aprire la strada alla creazione di uno spazio di sicurezza comune russo-europeo.

Gli scettici obietteranno che la cooperazione Russia-NATO sull'ABM è lungi dal realizzarsi e che la proposta di partenariato strategico avanzata da Putin sembra più un pio desiderio che un solido progetto economico-finanziario, eppure il desiderio della Russia di colmare le distanze con il suo nemico storico e di impegnarsi economicamente nell'ambito dell'Unione Europea sembra indicare che Mosca vede ora l'evoluzione in senso europeo della propria politica estera come una priorità forte, se non la più forte.

In secondo luogo, il 26 novembre la Duma di Stato russa ha approvato una risoluzione nella quale si riconosce che il massacro di 20.000 cittadini a Katyn fu commesso su ordine diretto del dittatore sovietico Josif Stalin. La risoluzione esprime inoltre "profonda simpatia per le vittime di questa ingiustificata repressione".

I cinici potrebbero maliziosamente osservare che la risoluzione della Duma ha preceduto di poco il viaggio di Medvedev il Polonia, il 6-7 dicembre. Ma è anche vero che il promotore della risoluzione Konstantin Kosačev, presidente della commissione affari esteri della Duma, ha definito il documento "storico" e ha sottolineato la sua importanza per il popolo russo, a sua volta vittima dei crimini staliniani. Il competente e ben informato Kosačev non poteva non sapere che durante l'incontro con il Consiglio per i Diritti Umani previsto a gennaio Medvedev si occuperà proprio della destalinizzazione.

In terzo luogo, tre giorni prima della seduta della Duma Medvedev ha fatto scalpore con un discorso sul suo video blog in cui lanciava un monito a proposito della "stagnazione" della politica russa e sollecitava a una maggiore trasparenza. Per quando slegati possano apparire il video blog di Medvedev e la risoluzione adottata dalla Duma, entrambi sembrano orientati a cambiare l'immagine della Russia all'estero, tentando di smontare la sua fama di gigante che rimpiange il passato stalinista e minaccia i suoi vicini.

Infine, il 30 novembre il presidente Medvedev ha tenuto il suo terzo discorso annuale all'Assemblea Federale. Dato che il primo discorso verteva sulle riforme politiche e il secondo sulla modernizzazione economica, gli esperti avevano previsto che quest'anno Medvedev si sarebbe dedicato alle questioni sociali. Non si sbagliavano. Il discorso del presidente si è incentrato sulla tesi che la modernizzazione politica ed economica non è che uno strumento per risolvere i problemi sociali più scottanti del Paese: il calo demografico, il degrado ecologico e il peggioramento dell'istruzione e della sanità. Ma a rendere in un certo senso unico questo discorso è stata l'attenzione per l'infanzia. In uno slancio di passione assolutamente privo di precedenti per un leader politico russo, Medvedev ha concluso il suo discorso con questa frase:

“Tutto quello che facciamo, lo facciamo per coloro che amiamo di più. I nostri bambini, ai quali auguriamo di vivere meglio di noi, di essere migliori di noi e di conseguire quello che noi non abbiamo avuto il tempo di conseguire.”

Molti analisti russi hanno definito questo discorso "blando", accusando il presidente di essersi lasciato sfuggire l'occasione di proporre una serie di riforme politiche mozzafiato, come per esempio la formazione di un nuovo partito politico. A quanto pare il presidente e il suo entourage sanno però quello che dovrebbe sapere anche ogni analista politico, e cioè che un anno prima dell'inizio di un nuovo ciclo elettorale il presidente dovrebbe concentrarsi su ciò che più sta a cuore ai cittadini: il benessere delle loro famiglie e, certo, dei loro bambini. (Tra l'altro i russi hanno ben poca considerazione dei partiti politici, come dimostrano in continuazione i sondaggi.)

Esprimendo pubblicamente la sua sollecitudine e il suo affetto per i bambini russi, Medvedev, padre di un quindicenne, potrebbe aver tentato ancora una volta di presentare la Russia più positivamente: come un Paese più mite e gentile. Il gigante gentile, per così dire.

Medvedev potrebbe dire che è più bello vivere in un Paese in pace con i suoi vicini. Potrebbe anche dire che è più bello vivere in un Paese che si prende cura dei propri bambini. E che è molto più divertente fare il presidente di un Paese così.

Originale: Russia, the gentle giant?

Articolo originale pubblicato il 2 dicembre 2010

Traduzione: Manuela Vittorelli

Nessun commento: